Sal Da Vinci si racconta a “Stories”: dal palco di Sanremo all’incubo della meningite del figlio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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È Sal Da Vinci, reduce dal trionfo all’ultimo Festival di Sanremo, l’ospite della nuova puntata del ciclo di interviste “Stories”, quella dedicata ai principali interpreti dello spettacolo e curata dal vicedirettore di Sky Tg24 Omar Schillaci. Il cantante napoletano, che ha attraversato decenni di musica senza mai perdere il legame con le emozioni più autentiche, si è concesso a un racconto intimo e profondo: al centro della conversazione, il nuovo progetto discografico – anticipato dal successo del brano “Per sempre sì” – che l’artista stesso definisce «un album capace di racchiudere un viaggio incredibile nei sentimenti». Un viaggio, quello raccontato, che parte da lontano, visto che Da Vinci confessa di essere salito su un palco per la prima volta a soli sette anni.
L’Eurovision come “circo di emozioni” e il palco come specchio della vita
La corsa del vincitore del Festival di Sanremo 2026 verso l’Eurovision Song Contest – appuntamento che l’artista non ha mai nascosto di vivere con intensità – diventa l’occasione per un bilancio a cuore aperto sulla propria carriera e sulla vita privata. L’intervista, intitolata “Il palco della vita”, andrà in onda lunedì 20 aprile alle 21:00 su Sky Tg24 e sarà riproposta sabato 25 aprile alle 12:15 su Sky Arte. Da Vinci, parlando dell’Eurovision, lo descrive come «un circo di emozioni», restituendo l’immagine di un artista che non teme di mescolare la leggerezza del palcoscenico con la profondità delle esperienze personali. Lui, che ha imparato a convivere con i riflettori fin dall’infanzia, sembra aver trovato nella maturità una nuova consapevolezza: quella per cui le canzoni che restano nel tempo sono quelle capaci di raccontare storie che appartengono a tutti.
La paura per la meningite del figlio Francesco e quella promessa sospesa
Un momento di grande difficoltà – forse il più duro della sua esistenza – riaffiora quando il cantante napoletano torna a parlare della malattia del figlio Francesco. Il bambino, colpito da meningite, ha rappresentato per Da Vinci e per la sua famiglia un’autentica prova di fede e di resistenza. Nel corso dell’intervista a “Stories”, l’artista rivela un episodio che non aveva mai raccontato con questi toni: «Se mio figlio si fosse salvato dalla meningite, avrei smesso di cantare. Ho chiesto una grazia alla Madonna ma la dottoressa mi ha interrotto». Una dichiarazione che lascia intendere quanto quel momento abbia scosso le sue certezze più profonde, al punto da fargli mettere in discussione l’intera carriera. Il bambino, invece, si è salvato, e Da Vinci ha continuato a salire sui palchi di tutta Italia, portandosi dentro quella promessa fatta in un istante di disperazione e mai del tutto sciolta.
Un nuovo album come “viaggio nei sentimenti” tra cronaca privata e palcoscenico
Il nuovo progetto discografico “Il palco della vita” – che dà il titolo anche alla puntata – viene presentato da Sal Da Vinci come un’opera nella quale ognuno può riconoscersi. Non si tratta, a suo dire, di semplici canzoni, ma di «storie che appartengono a tutti, come le canzoni che restano nel tempo». E in effetti, nel suo racconto, la musica diventa il filo che tiene insieme la gioia del successo sanremese e l’angoscia per la malattia del figlio, la leggerezza del palco e il peso delle notti passate in ospedale. L’intervista di Omar Schillaci restituisce così il ritratto di un uomo che ha saputo trasformare le ferite private in materia artistica, senza mai cadere nel patetico o nell’autocommiserazione. Un equilibrio fragile, quello di Da Vinci, che emerge proprio dalla scelta di non nascondere nulla: né la paura né la gratitudine, né il desiderio di smettere né quello, più forte, di continuare a raccontare.




