Vertice di Catania, candidature in chiaroscuro: Scurria e Adamo i nomi, ma Enna e Agrigento restano un rebus
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Redazione Interno
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Si è concluso venerdì 20 febbraio, nella sede catanese del confronto, l’atto secondo del tavolo regionale del centrodestra, un vertice che i segretari – Luca Sbardella per Fratelli d’Italia, Marcello Caruso per Forza Italia, Nino Germanà per la Lega, insieme a Fabio Mancuso di Grande Sicilia, Massimo Dell’Utri di Noi Moderati e Totò Cascio per la Democrazia Cristiana – hanno dedicato alla composizione del puzzle amministrativo in vista della primavera elettorale -2. Dopo la prima tornata di consultazioni tenutasi a Palermo la settimana precedente, l’incontro di ieri doveva servire a imbastire la quadra definitiva sui centri superiori ai quindicimila abitanti, quelli in cui si applicherà il proporzionale con la conseguente necessità di comporre liste equilibrate. E se da un lato il meccanismo ha ingranato su alcune piazze, dall’altro permane l’impasse su due capoluoghi di provincia, Enna e Agrigento, dove le dialettiche locali continuano a tenere in scacco la dirigenza regionale.
Il nome che esce con maggiore forza e compattezza dal vertice è quello di Marcello Scurria per la città dello Stretto. Avvocato amministrativista di lunga esperienza, figura nota per essere stato sub commissario per il risanamento delle baraccopoli nel 2023 e, in precedenza, presidente di Arisme, l’agenzia creata per gestire lo sbaraccamento, Scurria ha ricevuto l’investitura ufficiale dell’intera coalizione, comprese le liste civiche che intendono riconoscersi nel progetto -1 -3. Una scelta, maturata dopo settimane di interlocuzioni e dopo aver superato il ballottaggio con altri profili interni, che i segretari regionali hanno motivato con una nota congiunta parlando di sintesi politica fondata su competenza, visione e concretezza; l’obiettivo dichiarato, spiegano, è quello di allestire un’amministrazione solida per affrontare le prossime sfide, a partire dal nodo delle periferie e del Ponte, e per contrastare l’uscente Federico Basile, espressione di Cateno De Luca e di Sud chiama Nord -2 -5. Scurria, che vanta un passato politico nei Democratici di Sinistra di cui fu l’ultimo segretario cittadino prima di abbandonare la militanza attiva con la nascita del Partito Democratico, è stato caldeggiato in particolare dall’ala di Forza Italia legata al sottosegretario Matilde Siracusano -5.
Parallelamente alla definizione messinese, il tavolo ha registrato una convergenza anche su Marsala, nel Trapanese, dove la candidata designata è Giulia Adamo. Ex sindaco della città, già deputata regionale e presidente della Provincia, Adamo torna così in pista sostenuta da Fratelli d’Italia, Lega e da quella parte di Forza Italia che fa capo all’onorevole Toni Scilla -2 -6. La sua investitura, tuttavia, non sembra aver del tutto ricomposto le fratture interne al partito azzurro nella provincia: il nome di Adamo rappresenta infatti una mediazione che mette da parte, almeno per il momento, altre ipotesi come quella di Enzo Sturiano, profilo legato al capogruppo all’Ars Stefano Pellegrino, e che dovrà fare i conti con la posizione del sindaco uscente Massimo Grillo, il cui sostegno alla nuova candidatura appare tutt’altro che scontato -6.
Lo stallo nei capoluoghi e le prossime tappe
Se per Messina e Marsala il cerchio si è dunque chiuso, lo stesso non può dirsi per Agrigento ed Enna, dove il vertice di Catania non ha prodotto le attese fumate bianche. Sulla città dei Templi la situazione rimane ingarbugliata: dopo che nel primo vertice era emersa con forza la candidatura del capogruppo all’Ars dell’Mpa, Roberto Di Mauro, i partiti si sarebbero nuovamente divisi, con il Movimento per le Autonomie e Forza Italia schierati su un versante e la Democrazia Cristiana insieme alla Lega su quello opposto -2. Una spaccatura che rende complessa l’individuazione di un successore per l’uscente Francesco Miccichè e che richiederà ulteriori approfondimenti.
Nodo altrettanto complesso a Enna, dove lo scontro latente vede contrapposte Forza Italia, trainata dalla deputata regionale Luisa Lantieri, e l’Mpa, che trova la sua espressione in giunta attraverso l’assessore all’Energia Francesco Colianni -2. Un confronto che si trascina da settimane e che, nonostante gli appelli all’unità arrivati anche da Noi Moderati nei giorni scorsi, non ha ancora trovato una sintesi -8. La sensazione, al termine della riunione, è che il percorso verso la definizione di tutti i candidati necessiti ancora di tempo: i segretari regionali, preso atto dei passi avanti compiuti e delle persistenti divergenze, hanno pertanto aggiornato il confronto alla prossima settimana, quando si tornerà a discutere per cercare di ricomporre i due scacchieri ancora scoperti e per mettere a punto gli aspetti legati ai comuni minori, dove vigerà il sistema maggioritario con liste bloccate -2.
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