La trentina Chiara Mazzel regala il primo argento all’Italia, Bronzo per Giacomo Bertagnolli nella discesa libera

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella suggestiva cornice delle Tofane, teatro designato per le gare di sci alpino paralimpico, l’Italia ha centrato un doppio podio che vale l’avvio dei Giochi di Milano Cortina 2026. È stata la trentina Chiara Mazzel, ventinovenne atleta delle Fiamme Gialle, a salire per prima sul podio conquistando un argento preziosissimo nella discesa libera femminile riservata alle atlete con disabilità visiva, un risultato che certifica il lungo lavoro di ricostruzione tecnica e mentale compiuto negli ultimi anni. La portabandiera azzurra, scesa lungo l’Olympia delle Tofane con il tempo di 1'23"03 e assistita dalla guida Nicola Cotti Cottini, ha dovuto arrendersi alla sola austriaca Veronika Aigner, che ha fermato il cronometro su 1'22"55 e che, come da tradizione della sua famiglia, si è confermata sciatrice di livello assoluto in questa disciplina.

Alle spalle della vincitrice, e con un margine contenuto in soli quarantotto centesimi, la sciatrice altoatesina (seppur trentina di origine) ha gestito con intelligenza la tensione di una gara casalinga, evitando quelle insidie psicologiche che spesso, in occasioni simili, finiscono per giocare brutti scherzi anche ad atleti navigati. Da segnalare, nella stessa competizione, il quinto posto dell’altra azzurra Martina Vozza, guidata da Ylenia Sabidussi, un piazzamento che comunque lascia ben sperare in ottica futura vista la giovane età della coppia. Per Mazzel, che aveva aperto il suo cuore raccontando come lo sport abbia rappresentato per lei l’inizio di una seconda vita dopo la diagnosi di glaucoma in adolescenza, questo metallo rappresenta il coronamento di un percorso fatto di sacrifici e di una ritrovata consapevolezza nei propri mezzi.

Non sono passate nemmeno due ore e un’altra medaglia è arrivata a rimpolpare il medagliere tricolore, sempre dalle nevi di Cortina. Il plurimedagliato Giacomo Bertagnolli, classe novantanove originario di Cavalese e già quattro volte oro in carriera tra Pyeongchang e Pechino, ha dovuto accontentarsi del bronzo nella discesa libera maschile ipovedenti, chiusa con un distacco di due secondi e cinquantasei centesimi dall’austriaco Johannes Aigner (fratello di Veronika, a sottolineare una domenica di grazia per la famiglia austriaca) che ha conquistato l’oro, e dal canadese Kalle Ericsson, argento. Lo sciatore trentino, sceso con la sua guida Andrea Ravelli – bresciano di Darfo Boario Terme – ha tagliato il traguardo in 1'18"64, dimostrando comunque una condizione atletica di tutto rispetto nonostante la delusione per un obiettivo, l’oro, che era nei pensieri della vigilia.

Pur ammettendo una punta di rammarico, lo stesso Bertagnolli ha voluto sottolineare il valore di questo bronzo, che va ad aggiungersi a una collezione personale che conta ora nove medaglie paralimpiche in totale: un ruolino di marcia che pochi atleti al mondo possono vantare in questa disciplina. E se è vero che puntava al gradino più alto del podio – come lui stesso ha dichiarato a caldo – è altrettanto vero che la consapevolezza di essere solo all’inizio di un programma che prevede ancora numerose gare carica lui e lo staff di una rabbia agonistica positiva per le prossime discese.

La giornata azzurra tra snowboard, biathlon e discipline di squadra

Mentre le Tofane regalavano i primi acuti, il resto della spedizione azzurra si distribuiva sui vari campi di gara sparsi tra Veneto, Lombardia e Trentino. Nel para snowboard, Emanuel Perathoner ha confermato il suo stato di grazia nelle qualificazioni dello snowboard cross: il suo 48.40 nella seconda run lo proietta al primo posto nella categoria Lower Limb in attesa delle finali di domenica, quando si assegneranno le medaglie. Bene anche Jacopo Luchini, terzo al termine delle prove, mentre Riccardo Cardani e Paolo Priolo hanno chiuso rispettivamente in settima e diciassettesima posizione nella Upper Limb, con quest’ultimo che cercherà di risalire nella gara che conta.

Sul fronte del biathlon, con le gare che si svolgevano a Tesero, e del para ice hockey, la giornata è proseguita all’insegna dell’impegno e della determinazione, con la nazionale del ghiaccio pronta a scendere in serata contro gli Stati Uniti, campioni in carica, in un match che si preannunciava proibitivo ma comunque utile per testare il livello di una squadra in crescita. Nel curling in carrozzina, infine, l’Italia è scesa sul ghiaccio contro la Lettonia nel doppio misto prima di affrontare, più tardi, il Canada nella prova a squadre: un battesimo del fuoco contro due scuole tra le più forti al mondo.

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