Il ritorno del ceruleo: Meryl Streep indossa il maglione cult e la frangia di Andy Sachs conquista il tour mondiale

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sembra che il tempo, a volte, non sia poi così lineare. O almeno, questa è la sensazione che si prova osservando le tappe del tour promozionale de “Il diavolo veste Prada 2”, l’attesissimo sequel della commedia che, a vent’anni di distanza dal primo capitolo, torna a fare parlare di sé non solo per la trama – ancora avvolta nel mistero – ma per una sapiente operazione nostalgia che ha il sapore (e il colore) di un maglione ceruleo. È stato sufficiente che Meryl Streep, l’inarrivabile Miranda Priestley, varcasse la soglia del “The Late Show with Stephen Colbert” a New York indossando un semplice maglione a trecce di quel particolare blu – quello che «non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis» – per innescare un meccanismo di riconoscimento immediato nel pubblico. La strategia, lucida e chirurgica, punta dritta al cuore dei fan più affezionati, richiamando alla mente quella scena ormai leggendaria in cui una spazientita Miranda spiegava alla giovane Andy Sachs il valore economico e creativo di una tonalità che lei credeva di aver scelto per caso.

La lezione di moda diventa un capo (ri)acquistabile

La forza di quel monologo, va detto, risiede nella sua capacità di smascherare l’illusione della scelta casuale, un concetto che il sequel sembra voler tradurre in realtà fisica. Quel maglioncino infeltrito, che nel film originale fungeva da umile pretesto per una delle strigliate più famose della storia del cinema, diventa qui il vero protagonista del red carpet televisivo. Indossandolo, Meryl Streep non si limita a omaggiare il suo personaggio; compie piuttosto un’operazione di citazionismo autorale, riappropriandosi di un simbolo che apparteneva alla sua antagonista – o meglio, alla sua assistente – per piegarlo alla propria aura. È un gioco di specchi sottile, reso ancora più intrigante dal fatto che, mentre l’attrice sfoggiava il capo J.Crew, Anne Hathaway, dall’altra parte del mondo, stava portando avanti un revival altrettanto potente.

La frangia di Andy Sachs: un taglio che è una dichiarazione

Perché se il ceruleo appartiene alla lezione di stile impartita dalla caporedattrice, la frangia è il simbolo della trasformazione di Andy Sachs. Durante le tappe orientali del tour – che ha fatto tappa in Messico, Giappone e Corea prima dell’arrivo a New York – Anne Hathaway ha ripresentato al pubblico quella frangia piena, dritta e generosa che nel film originale tracciava il confine netto tra la ragazza un po’ goffa in giacca di pelle e stivali e l’assistente glamour e consapevole che aveva finalmente capito che «hai un disperato bisogno di Chanel». Non si tratta di un dettaglio banale. Quella frangia, complice il ritocco di qualche ciocca e un abito firmato Schiaparelli o Stella McCartney, è il tassello che completa il quadro: mentre Miranda indossa il maglione di Andy, Andy si riappropria del look che l’ha resa grande, in un continuo dialogo visivo tra passato e presente.

Il countdown per l’uscita e l’estetica del "method dressing"

L’attesa, intanto, cresce in vista della data d’uscita fissata per il 29 aprile in Italia e per il 1° maggio nel resto del mondo. Le due attrici, consapevoli del potenziale mediatico di queste apparizioni, hanno trasformato ogni tappa del tour in una passerella tematica. A Città del Messico, ad esempio, Streep ha sfoggiato un tailleur rosso fuoco Dolce & Gabbana, mentre Hathaway ha optato per un abito nero con spacco firmato Schiaparelli, salvo poi cambiarsi in un miniabito luccicante di paillettes magenta. Ogni scelta, dalla borsa a forma di libro alla T-shirt con la stampa “Pantone Ceruleo” indossata da Hathaway backstage, è studiata per mantenere alta l’attenzione su una pellicola che, a giudicare dalle premesse, punta a giocare interamente sulla complicità emotiva con chi, vent’anni fa, sognava di lavorare a “Runway”.

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