Il petrolio si avvicina ai 100 dollari mentre gli attacchi nel Mar Rosso prendono di mira le petroliere

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RSI ECONOMIA

Non si arresta la corsa del petrolio con l’escalation del conflitto in Medio Oriente tra Usa e Iran ed il blocco dello stretto di Hormuz. Il Wti sale del 4,4% a 90,71 dollari al barile e il Brent si attesta a 98,77 dollari (+5%). Sul fronte del gas ad Amsterdam l’indice Ttf gira in calo e cede l’1,5% a 61,58 euro al megawattora. (RSI)

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Il Wti americano vale invece 85,15 dollari (+0,96%). Le Borse asiatiche, dopo i rialzi della vigilia, si mostrano oggi contrastate, con Tokyo debole, mentre Seoul prosegue la sua corsa. (Corriere della Sera)

Brent ai massimi da giugno La situazione attorno alla strategica rotta marittima dello stretto di Bab el-Mandeb si sta rapidamente deteriorando. I timori di un'escalation del conflitto e di una possibile risposta degli Stati Uniti hanno spinto i prezzi delle materie prime ai massimi degli ultimi mesi, indebolendo al contempo il dollaro. (XTB.com)

Petrolio, il Brent accelera e torna a toccare i 100 dollari al barile

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Piazza Affari in netto rosso (-2%) giovedì assieme alle borse europee, mentre sui mercati torna la paura. Il nuovo fronte aperto in Medio Oriente, con gli attacchi degli Houthi a due petroliere saudite nel Mar Rosso, spinge il greggio ai massimi delle ultime settimane e riaccende il timore di un ritorno dell’inflazione. (Milano Finanza)

(Teleborsa) - I prezzi del petrolio sono tornati a salire rapidamente verso quota 100 dollari al barile, dopo che i militanti Houthi, sostenuti da Teheran, hanno rivendicato gli attacchi a due petroliere saudite nel Mar Rosso, minacciando un'altra importante rotta per i flussi petroliferi e alimentando i timori di un'ulteriore escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran (Teleborsa)