A Firenze il decreto Via-Vas dà il via libera ambientale per l'ampliamento di Peretola
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Redazione Interno
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Le polemiche politiche sull'ampliamento dell'aeroporto di Firenze-Peretola, le quali non hanno mai smesso di infiammare il dibattito locale, hanno conosciuto una brusca riaccelerata in seguito alla pubblicazione del decreto di Valutazione di Impatto Ambientale e Valutazione Ambientale Strategica, un provvedimento con il quale i ministeri dell'Ambiente e della Cultura hanno espresso, non senza aver ponderato ogni aspetto, un parere positivo in merito alla compatibilità ambientale del progetto. Questo atteso pronunciamento, sebbene rappresenti un passaggio cruciale nel tortuoso iter autorizzativo, non equivale affatto a un semaforo verde definitivo per l'inizio dei lavori, poiché l'efficacia del provvedimento stesso è stata subordinata, in modo vincolante, al positivo espletamento delle procedure previste dalla direttiva europea "Habitat", un passaggio che impone dunque un ulteriore e decisivo vagine da parte delle istituzioni comunitarie.
I dettagli del provvedimento e le misure di mitigazione
Il decreto, che analizza nel dettaglio il Masterplan dell'aeroporto fiorentino con orizzonte al 2035, delinea una serie di prescrizioni e misure di compensazione, le quali sono state studiate per contenere l'impatto dell'ampliamento. Tra gli elementi più significativi, emerge l'istituzione di un Osservatorio ambientale permanente, il quale avrà il compito di monitorare costantemente i parametri acustici e la qualità dell'aria, affiancato da un imponente piano di riforestazione che prevede la messa a dimora di un gran numero di alberi, i quali, crescendo, fungeranno da barriera naturale per assorbire una parte delle emissioni inquinanti e mitigare, per quanto tecnicamente possibile, il rumore generato dalle operazioni di volo. Si tratta di accorgimenti, questi, che le autorità competenti hanno ritenuto indispensabili per bilanciare le esigenze di sviluppo infrastrutturale con la tutela del territorio e della salute di chi ci abita.
Le reazioni: dall'entusiasmo degli abitanti sorvolati all'opposizione politica
La pubblicazione del decreto ha immediatamente polarizzato le posizioni, accendendo i toni di uno scontro che sembra ormai cronicizzato. Da una parte, il cosiddetto 'fronte del sì', particolarmente radicato nelle aree di Brozzi, Quaracchi e Peretola, quelle stesse che da decenni sopportano il carico maggiore del traffico aereo esistente, ha accolto la notizia con un sentimento di sollievo e soddisfazione. "Ho parlato con molte persone, e tutti erano contenti", ha raccontato un residente che da anni fa da portavoce per i suoi concittadini, esprimendo la speranza che, con la riorganizzazione delle piste, si possa finalmente porre rimedio ai boati degli aerei che da oltre cinquant'anni caratterizzano le loro giornate. Dall'altra parte, l'opposizione politica mantiene una posizione di fermo diniego, come dimostra la recente e reiterata presa di posizione del Comune di Prato, il quale, già in un passato recente, aveva minacciato ricorsi legali dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale qualora il ministero avesse concesso il suo assenso.
La posizione della società di gestione e il percorso futuro
Marco Carrai, Presidente di Toscana Aeroporti, ha commentato l'esito positivo della procedura definendolo "un avanzamento concreto" nel percorso di approvazione del Masterplan, un risultato che permette alla società di guardare con fiducia ai propri obiettivi di crescita e di concentrarsi sulle prossime tappe autorizzative. La realizzazione di un'infrastruttura ritenuta strategica per la competitività dell'intero territorio, la cui progettazione tiene conto delle nuove sensibilità ambientali, rappresenta dunque l'orizzonte verso cui si sta muovendo la gestione, la quale deve ora affrontare la complessa fase del coordinamento con le norme europee, un passaggio obbligato che deciderà le sorti definitive dell'intero progetto.




