Slalom amaro per Vinatzer, la prima manche è di McGrath. Nell’artistico Conti e Macii ottavi dopo il corto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Non c’è due senza tre, recita un vecchio adagio, e per Alex Vinatzer, sulle nevi di Bormio, il detto si è trasformato in una sentenza amara, se si considera il suo percorso olimpico sin qui costellato di aspettative e cadute, metaforiche e letterali. Nello slalom speciale, la gara che più si addice alle sue caratteristiche tecniche, l’azzurro è incappato in un errore fatale nel corso della prima manche, inforcando a metà del tracciato e compromettendo qualsiasi velleità di riscatto dopo la deludente prova nella combinata a squadre di qualche giorno fa. Un epilogo che lascia l’amaro in bocca, soprattutto alla luce del potenziale mai del tutto espresso, ma che fotografa impietosamente lo stato di forma di un atleta in difficoltà. Mentre Vinatzer lasciava il tracciato a testa bassa, lo svizzero Loïc Meillard e il norvegese Atle Lie McGrath imbastivano un duello ad alta quota, con quest’ultimo che, grazie a una sciata pulita e aggressiva, ha firmato il miglior tempo parziale, piazzando una piccola ipoteca sulla medaglia più pregiata in vista della seconda manche pomeridiana.
Se il percorso dell’altoatesino si è fermato anzitempo, non si può dire altrettanto della spedizione azzurra nel suo complesso, che continua a macinare risultati e a incrementare un bottino di medaglie già record. Nella giornata di ieri, Federica Brignone ha letteralmente dominato il gigante, mettendosi al collo il suo secondo oro personale dopo quello conquistato in superG, una prestazione che l’ha consacrata come regina incontrastata di questi Giochi di casa. E proprio mentre il sole illuminava le piste, nell’ombra del Milano Ice Skating Arena andava in scena un altro capitolo della rincorsa azzurra al podio. Sara Conti e Niccolò Macii, i campioni del mondo in carica, sono scesi sul ghiaccio per il programma corto della gara a coppie di pattinaggio artistico, portando a casa un punteggio di 71.70 punti, una performance che li ha piazzati all’ottavo posto della classifica provvisoria.
La loro esibizione, tecnicamente valida ma non perfetta, è stata macchiata da un paio di sbavature, errori minimi ma che in un contesto olimpico di altissimo livello pagano dazio in termini di decimi e, di conseguenza, di posizioni. Un risultato che, seppur non compromettendo del tutto le loro chance, complica non poco la rincorsa verso quel podio che rappresentava l’obiettivo minimo della vigilia. Il distacco dalla zona medaglie, al momento, è di circa tre punti, un gap recuperabile in un programma libero, ma che richiederà una prova scevra da qualsiasi imperfezione per scalare una classifica che vede coppie rodate e in grande spolvero. Li separano solo pochi decimi dagli statunitensi Kam e O’Shea, un particolare che rende l’idea della densità e della competitività di una disciplina in cui ogni singolo elemento può fare la differenza tra la gloria e l’oblio.




