L'Italia trova il suo primo oro paralimpico con Perathoner, mentre la macchina organizzativa dei Giochi di Milano Cortina viaggia a pieno regime tra numeri da record e logistica da grandi eventi.
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Redazione Sport
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Nella seconda giornata di gare, quella che ha preso il via all'indomani della suggestiva cerimonia d'apertura all'Arena di Verona, il medagliere tricolore si è finalmente tinto del colore più pregiato. È accaduto sulle nevi di Cortina, dove Emanuel Perathoner, atleta altoatesino dal curriculum già ricco di esperienze ai massimi livelli, ha dettato legge nella prova di snowboard cross categoria SB-LL2. La sua prestazione, come talvolta accade in questi casi, è stata talmente perentoria da lasciare agli avversari, l'australiano Ben Tudhope e il sudcoreano Lee Jehyuk, soltanto le briciole, con un distacco che è andato oltre i due secondi; un’eternità, se si considera la natura frenetica e diretta di una disciplina come lo snowboard cross. Perathoner, che prima del grave infortunio del gennaio 2021 aveva partecipato a due edizioni dei Giochi Olimpici, quella di Sochi 2014 e quella di Pyeongchang 2018, ha saputo trasformare la carriera dopo l’applicazione di una protesi al ginocchio, ed è tornato a gareggiare su una tavola, seppur in un circuito differente.
Il meticoloso lavoro dietro le quinte dei Villaggi Paralimpici
Mentre Perathoner tagliava trionfante il traguardo, regalando all'Italia la terza medaglia complessiva dopo l'argento di Chiara Mazzel e il bronzo di Giacomo Bertagnolli, l'organizzazione dei Giochi proseguiva il suo corso parallelo, fatto di numeri e approvvigionamenti. Nel corso del briefing tenutosi nello stadio del curling di Cortina, sono emersi alcuni dettagli sulla vita quotidiana nei tre Villaggi Paralimpici allestiti a Cortina, Predazzo e Milano; strutture che, per oltre una settimana, diventeranno la casa di 1.650 tra atleti e addetti ai lavori. Per garantire il sostentamento di un numero così elevato di persone, il consorzio di cuochi e fornitori ha dovuto organizzare una vera e propria catena di montaggio culinaria: si parla di un consumo giornaliero che supera i duecento chili di pasta, e la produzione di circa mille porzioni di tiramisù, un classico della tradizione dolciaria italiana che gli organizzatori hanno voluto offrire come un assaggio di territorio agli ospiti internazionali.
La risonanza globale e i flussi di spettatori
L'eco dell'evento, come hanno tenuto a sottolineare Craig Spence per il Comitato Paralimpico Internazionale e Andrea Varnier, Ceo della Fondazione Milano Cortina 2026, sta varcando i confini nazionali in modo significativo. I dati relativi alla provenienza degli spettatori, che stanno affollando le tribune delle diverse venue, fotografano un interesse particolare da parte del pubblico statunitense, risultato essere il più numeroso tra i visitatori stranieri. Seguono, a dimostrare una certa tradizione di passione per lo sport paralimpico, i tifosi provenienti dalla Germania, e poi consistenti delegazioni da Gran Bretagna e Francia. Un entusiasmo, quello del pubblico, che si è tradotto in numeri da primato già in queste prime battute: l'incontro di para ice hockey tra Italia e Stati Uniti ha fatto registrare un'affluenza di quasi novemila spettatori, un dato che supera il precedente record paralimpico per questa disciplina, risalente ai Giochi di Salt Lake City del 2002. Un segnale, questo, che la formula della vendita dei biglietti, con il novanta per cento dei tagliandi proposto a prezzi inferiori ai trentacinque euro e soglie minime di dieci euro per gli under quattordici, ha funzionato da traino per le famiglie e per un pubblico giovane.




