Banche italiane sotto pressione per la proposta di prelievo sugli extraprofitti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il comparto bancario italiano, che da mesi naviga in acque favorevoli grazie all’impennata dei tassi d’interesse, si trova ora a dover fare i conti con un’incognita di natura politica. L’ipotesi di un contributo straordinario, caldeggiato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per la prossima manovra finanziaria, ha infatti gettato un’ombra di incertezza sugli listini, provocando un avvio di settimana in netto rosso per molti titoli del settore. L’invito del ministro, il quale ha più volte sollecitato un “sacrificio” del sistema creditizio, viene interpretato dagli operatori come il preludio a una misura impositiva, sebbene si parli ufficialmente di una trattativa in corso tra governo e istituti.

La possibile tassa da 3 miliardi

Le voci, rimbalzate con insistenza sulle pagine de Il Sole 24 Ore, troverebbero conferma in fonti qualificate della maggioranza, le quali hanno chiarito come l’obiettivo sia quello di raccogliere una cifra compresa tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro.

Le reazioni negative di Piazza Affari

Questo scenario, che molti definirebbero una tassa sugli extraprofitti, ha generato una reazione immediata e significativa a Piazza Affari, dove i principali istituti hanno registrato cali consistenti. A farne le spese, in particolare, sono stati Banco Bpm, Banca Monte dei Paschi di Siena, Bper Banca, la Popolare di Sondrio, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Unicredit, le cui quotazioni hanno viaggiato in territorio negativo, trascinando con sé l’indice FTSE Mib.

L'ansia dei mercati e la trattativa in corso

In un contesto generale di cautela, che ha visto il listino milanese muoversi faticosamente intorno alla parità, il tonfo delle banche ha rappresentato il fenomeno dominante della giornata. L’attenzione degli investitori, com’è ovvio, si è concentrata sulle possibili implicazioni di un prelievo che andrebbe a intaccare margini operativi considerevolmente ampliatisi negli ultimi trimestri. La trattativa, stando alle ricostruzioni, punterebbe a un accordo diretto con le banche, evitando forse il passaggio parlamentare per un provvedimento legislativo vero e proprio, una prospettiva che, se da un lato potrebbe attenuare l’impatto, dall’altro non placa l’ansia dei mercati.

Il rimbalzo isolato di Brunello Cucinelli

A contraltare di questa diffusa debolezza, si è distinto il rimbalzo di Brunello Cucinelli, che dopo i pesanti cedimenti della settimana precedente ha chiuso la sessione con un guadagno di oltre il 5%. La dinamica dei listini, dunque, si è presentata profondamente divisa, con il settore bancario a fare da zavorra e qualche isolata eccellenza a risalire la corrente.

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