Sal Da Vinci vince Sanremo 2026, la spunta su Sayf per pochi decimali: i numeri del podio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La macchina dei voti, quella che combina il calore delle case con il peso specifico delle cabine di regia giornalistiche e radiofoniche, ha emesso il suo verdetto. Il 76esimo Festival di Sanremo, l’ultimo guidato da Carlo Conti prima del passaggio di consegne a Stefano De Martino, consegna il Trofeo a Sal Da Vinci. Il cantante napoletano, una vita passata sui palchi tra sceneggiate e musica leggera, ha convinto la platea dell’Ariston e non solo con il suo “Per sempre sì”, un brano che profuma di tradizione e sentimento. Ma se si gratta la superficie della classifica, quella pubblicata a giochi fatti, ci si accorge che la vittoria è stata tutt’altro che una passeggiata: il distacco dal secondo classificato, il giovane Sayf, è stato risicato, una manciata di decimali che racconta di un Festival diviso in due.
La volata finale e il sorpasso delle giurie
Nella notte che ha incoronato il nuovo re della canzone italiana, la supersfida finale tra i cinque big – composta da Sal Da Vinci, Sayf, Ditonellapiaga, Arisa e il duo Fedez-Masini – ha ribaltato le gerarchie emerse nelle serate precedenti. A fare la differenza, e non è una novità per la kermesse, è stato il complicato sistema di pesi tra i tre organismi votanti. Il pubblico da casa, collegato via televoto, aveva le idee piuttosto chiare e ha spinto con decisione un nome su tutti: quello di Sayf. Il cantante, che molti davano per possibile vincitore a inizio settimana, ha raccolto un consistente 26,4% delle preferenze telefoniche, staccando nettamente il rivale Sal Da Vinci fermo al 23,6%. Un vantaggio che sembrava poter essere incolmabile, se non fosse che nel computo totale il televoto incide per il 34% e deve fare i conti con la Sala Stampa e la Giuria delle Radio, ciascuna delle quali ha un peso del 33%. Ed è qui che l’inerzia della gara è cambiata. Le giurie tecniche, nell’ultima decisiva votazione, hanno premiato con più convinzione la proposta di Sal Da Vinci, consentendogli di operare il sorpasso ai danni del più giovane rivale.
I numeri del podio: una fotografia spaccata
I dati ufficiali diffusi al termine della diretta, e riportati da varie testate, non lasciano spazio a interpretazioni fantasiose: la somma ponderata delle tre fonti di voto ha dato come risultato una percentuale per Sal Da Vinci del 22,2% sul totale, contro il 21,9% di Sayf. Una differenza dello 0,3% che separa il trionfo dalla piazza d’onore. Più staccata, ma comunque protagonista di un ottimo Festival, Ditonellapiaga, che con il suo “Che fastidio!” si è piazzata terza con il 20,6% delle preferenze complessive. Al di fuori del podio, a comporre la cinquina d’oro, troviamo Arisa al quarto posto con il 18,9% e la coppia Fedez-Masini al quinto con il 16,5%, nonostante per quest’ultimi sia arrivato comunque il riconoscimento per il miglior testo con “Male necessario”. Scorrendo la classifica, al sesto posto si piazza Nayt, mentre Fulminacci, oltre a conquistare il settimo posto, si è aggiudicato il Premio della Critica “Mia Martini”.
Il ritorno di un figlio d’arte e le reazioni della città
La vittoria di Sal Da Vinci assume i contorni di una lunga storia di famiglia e di palcoscenico. Cresciuto letteralmente tra le quinte, il suo debutto davanti a un pubblico pagante risale al lontano 1976, quando di anni ne aveva appena sette e incideva “Miracolo ’e Natale” con il padre Mario, figura di spicco nel mondo della sceneggiata napoletana. Un percorso artistico che lo ha portato a diventare un volto noto al grande pubblico, ma che questa volta lo ha consacrato all’interno della macchina mediatica del Festival. Commosso sul palco, ha dedicato il premio alla famiglia e alla sua Napoli. E proprio dalla città partenopea non sono tardati i messaggi di sostegno: il sindaco Gaetano Manfredi ha speso parole di elogio sui social, sottolineando come il successo di Da Vinci rappresenti l’incontro tra “talento e cuore” e annunciando una festa in suo onore a Palazzo San Giacomo. Un legame con le radici e con un certo modo di interpretare la canzone melodica che, a quanto pare, ha convinto anche le orecchie più scettiche delle giurie.
L’addio di Conti e il futuro con De Martino
La serata finale non è stata solo l’epilogo della gara, ma anche il teatro del passaggio di testimone ufficiale. Carlo Conti, che ha chiuso il suo secondo ciclo alla guida della manifestazione, ha chiamato sul palco Stefano De Martino, annunciandolo come conduttore e direttore artistico per l’edizione del 2027. Un gesto che ha emozionato il ballerino e conduttore campano, il quale ha ringracciato per la “generosità non scontata” del gesto. Intanto, dal punto di vista degli ascolti, la finalissima ha registrato una media di 11 milioni e 22mila spettori, pari al 68.8% di share. Un risultato più che ragguardevole, sebbene in flessione rispetto ai 13,4 milioni dell’edizione 2025 e ai 14 milioni dell’ultimo anno di Amadeus. Numeri che chiudono un’era e ne aprono un’altra, con la musica, come sempre, a fare da sfondo.
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Description: Sanremo 2026, vince Sal Da Vinci per pochi decimali: ecco le percentuali di voto che hanno determinato la classifica finale con Sayf secondo e Ditonellapiaga terza.




