Schifani rimodella gli staff dopo l'addio della Dc
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Redazione Interno
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Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, ha avviato una riorganizzazione immediata degli uffici di vertice, decidendo di cambiare subito anche gli staff dei due assessorati che hanno perso la guida politica in seguito all'uscita della Democrazia Cristiana dall'esecutivo regionale. Schifani, il quale ha temporaneamente assunto la guida degli assessorati al Lavoro e alla Funzione Pubblica, ha operato una prima significativa designazione nell'ambito del Lavoro, nominando Patrizia Valenti, fino a quel momento vice capo di gabinetto a Palazzo d'Orleans, nel ruolo di capo di gabinetto. Una mossa, questa, che ha comportato di conseguenza la risoluzione del rapporto di lavoro con il precedente capo di gabinetto, Rosolino Greco, il cui legame con l'assessorato si è così concluso.
La gestione della crisi e le reazioni politiche
Schifani ha definito quella da gestire "una crisi imprevista e direi imprevedibile", sottolineando come nelle sue scelte abbia prevalso "l'esigenza della tutela della legalità e trasparenza del Governo e delle istituzioni". Il presidente, che ha rimarcato l'intenzione di andare avanti con ferma determinazione citando i dati di Banca d'Italia a conforto della bontà della rotta intrapresa, ha dunque proceduto alla rimozione degli assessori Nuccia Albano e Andrea Messina, atto formale che ha sancito l'uscita della Dc di Totò Cuffaro dalla Giunta. Una decisione, questa, maturata sullo sfondo di un'inchiesta giudiziaria che avrebbe coinvolto lo stesso Cuffaro e il capogruppo all'Ars Carmelo Pace, per i quali si profilerebbe il rischio di una misura cautelare.
Le critiche dell'opposizione
Dall'opposizione, tuttavia, sono arrivate voci critiche che hanno bollato l'operazione come una mera "operazione di maquillage", sostenendo che il sistema di potere resti identico. Esponenti di Pd, M5s e Controcorrente hanno espresso il loro scetticismo, interpretando la rimozione di dirigenti e assessori, definiti "politicamente poco più che prestanome", come l'ennesimo tentativo di Schifani di non assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Secondo questa prospettiva, è lui il capo del governo regionale che ha proceduto a quella che viene giudicata una "vergognosa spartizione dei manager della sanità", un fatto che un semplice ricambio di figure non sarebbe in grado di sanare.
Le conseguenze immediate della riorganizzazione
L'azione di Schifani, perciò, non si è limitata alla sola revoca degli incarichi politici ma ha avuto un impatto diretto e concreto sull'apparato amministrativo, modificando gli assetti dirigenziali che supportano l'attività degli assessorati. La nomina della Valenti, in particolare, segna un punto di discontinuità nella gestione quotidiana del dicastero del Lavoro, indicando una volontà di portare avanti l'attività di governo attraverso figure di sua fiducia. La risoluzione del rapporto con Greco, d'altro canto, completa questo primo step di un ridisegno più ampio, il cui sviluppo rimane oggetto di attenzione nella scena politica isolana.




