New Glenn distrutto in una palla di fuoco: esplosione durante il test a Cape Canaveral
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Redazione Economia
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La notte tra il 28 e il 29 maggio 2026 resterà impressa negli archivi della base spaziale di Cape Canaveral come uno dei momenti più critici per l'azienda fondata da Jeff Bezos. Il quarto esemplare del razzo New Glenn, battezzato “No, It’s Necessary” e destinato a una missione ormai imminente, non esiste più: un’immane esplosione lo ha letteralmente polverizzato sulla rampa LC-36A, avvolgendolo in una gigantesca palla di fuoco visibile a chilometri di distanza.
L’incidente – occorso alle 21:00 ora locale (le 03:00 in Italia) – è avvenuto durante un cosiddetto static fire test, ovvero quella procedura di routine in cui i sette possenti motori BE-4 del primo stadio vengono accesi a piena potenza mentre il vettore, alto quanto un palazzo di 29 piani (98 metri), resta saldamente ancorato alla piattaforma. Dalle prime immagini diffuse dai media specializzati, si osserva una densa nube di fumo fuoriuscire dalla struttura inferiore; pochi istanti dopo, la deflagrazione ha trasformato il booster in un rottame incandescente.
Il conto alla rovescia per la missione NG-4 si interrompe bruscamente
Quel primo stadio, che non aveva mai volato prima, rappresentava il fulcro della missione NG-4, il quarto volo operativo del programma New Glenn. L’obiettivo, dichiarato dall’azienda solo poche ore prima del test, era ambizioso: trasportare in orbita terrestre bassa un lotto di 48 satelliti per il progetto “Amazon Leo”, la costellazione voluta da Amazon per rivaleggiare nel settore della banda larga globale. La finestra di lancio era stata fissata per il 4 giugno, e l’intera macchina organizzativa si stava preparando a rispettare le stringenti scadenze contrattuali.
La perdita del veicolo, dunque, non rappresenta solo un danno economico e strutturale immediato, ma rischia di rallentare pesantemente il dispiegamento della rete Kuiper. Secondo le verifiche effettuate dalle autorità locali, nessuno dei 48 satelliti si trovava a bordo durante la prova: erano custoditi nei laboratori di assemblaggio, scampando così alla furia delle fiamme.
Rami secchi e torri piegate: i danni alla piattaforma LC-36A
La potenza della deflagrazione, alimentata dalla combinazione di metano liquido e ossigeno liquido (propellenti dal cosiddetto “alto rendimento esplosivo”), è stata tale da causare danni collaterali significativi alle infrastrutture circostanti. Osservatori sul posto e immagini raccolte da voli in elicottero mostrano una delle torri parafulmine della rampa crollata su se stessa, mentre l’erector gantry – la struttura mobile usata per sollevare e integrare il razzo – è stata completamente spianata o gravemente deformata.
Per diverse ore dopo l’esplosione, i vigili del fuoco della base spaziale hanno lavorato per domare numerosi focolai sparsi nell’area. Il personale presente al momento della prova è stato immediatamente rintracciato e messo in sicurezza: Blue Origin ha comunicato ufficialmente l’assenza di vittime o feriti, fornendo un primo, seppur drammatico, dato confortante.
L’inchiesta e le reazioni immediate dei vertici
Jeff Bezos, fondatore dell’azienda, ha rotto il silenzio poche ore dopo l’incidente attraverso il suo profilo social, definendo la giornata “molto dura”. “È troppo presto per conoscere la causa principale – ha scritto – ma siamo già al lavoro per scoprirla. Ricostruiremo tutto ciò che serve e torneremo a volare. Ne vale la pena”. Le parole di Bezos fanno eco al laconico comunicato diffuso dalla società, che ha parlato di “anomalia durante l’hot-fire test”.
L’ente regolatore Federale (FAA) ha già precisato che quel test di accensione non rientrava nelle attività di lancio autorizzate di routine, sebbene fosse una prassi standard per la qualifica del mezzo. L’incidente arriva a poco più di un mese dal precedente insuccesso del New Glenn, quando ad aprile il terzo volo del vettore aveva fallito l’inserimento orbitale di un satellite per telecomunicazioni a causa di un malfunzionamento dello stadio superiore. La simultaneità di questi due eventi negativi, sebbene tecnicamente distinti, getta un’ombra lunga sull’affidabilità del programma.




