Electrolux, al via i colloqui per le 25 assunzioni a Porcia. A settembre il nuovo confronto al Mimit

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Si sono ufficialmente aperti i colloqui per le venticinque nuove assunzioni a tempo determinato presso lo stabilimento Electrolux di Porcia, con la possibilità che alcuni lavoratori abbiano già iniziato a operare all'interno delle linee produttive in questi ultimi giorni.

L'iter di selezione, avviato per rispondere all'incremento dei volumi produttivi che ha portato il previsionale 2026 a circa settecentodiciassettemila pezzi, diecimila in più rispetto alle stime di inizio anno, si muove su tempistiche piuttosto serrate: l'obiettivo è quello di completare l'ingresso dei nuovi operai entro settembre. La maggior parte dei nuovi assunti, per i quali è previsto un contratto della durata di due mesi con possibile proroga fino a novembre, sarà destinata al montaggio, mentre una parte minore sarà impiegata al magazzino del plant e nelle aree tecnologiche.

La strategia delle assunzioni e le reazioni dei sindacati

La decisione di procedere con queste assunzioni, comunicata dall'azienda senza un confronto formale con la Rsu secondo quanto riferito dal segretario della Fim Cisl Gianni Piccinin, va a coprire il fabbisogno di manodopera che non è stato possibile soddisfare tramite i trasferimenti volontari da Susegana, ipotesi che le rappresentanze sindacali venete avevano già bocciato a causa dei disagi per i lavoratori.

La segretaria Fiom Simonetta Chiarotto ha sottolineato come si tratti di contratti di "lavoratori precari, molto precari", evidenziando la breve durata dei rapporti di lavoro e specificando che al momento non risultano contratti formalizzati, con le assunzioni vere e proprie che dovrebbero partire dai primi di settembre.

"Da un lato Electrolux afferma di non poter più sostenere diverse produzioni, dall'altro arriva a fare assunzioni, seppur a termine, per far fronte a richieste commerciali che evidentemente sono in grado comunque di sviluppare margini", si legge in una nota diffusa dalle Rsu, che parlano apertamente di "contraddizioni inspiegabili" nella strategia del gruppo, specialmente alla luce della vertenza nazionale ancora aperta sugli esuberi.

La crescita produttiva e il contesto di vertenza nazionale

Il ricorso a nuovi contratti a termine non riguarda esclusivamente Porcia: nello stabilimento di Villanova, a Forlì, Electrolux ha disposto la proroga di quarantaquattro contratti a termine e si prepara a nuove assunzioni, anch'esse a tempo determinato, per un totale di ventuno ingressi.

In questo caso, la richiesta di manodopera arriva con volumi produttivi che superano quelli del 2025, tanto che la Fiom-Cgil ha definito "il piano più strano del mondo" quello presentato informalmente dall'azienda, con una produzione che a luglio 2026 ha superato i centoventottomila apparecchi contro i centocinquantamila dello stesso periodo dell'anno precedente.

Francesco Stavale, segretario regionale di Ugl Metalmeccanici, ha parlato di un gettito produttivo addirittura vicino ai livelli record registrati durante il periodo del Covid, aggiungendo che per questo non si riesce a comprendere la posizione aziendale rispetto alle problematiche che continuano a interessare i reparti di assemblaggio.

Il nuovo corso del confronto al Mimit

Proprio questi elementi di contraddizione saranno al centro del confronto che riprenderà a settembre, dopo la pausa estiva, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Gli appuntamenti tecnici in agenda per il 3 e il 4 settembre, che saranno seguiti da una plenaria fissata per ottobre, rappresentano il banco di prova per la multinazionale svedese, chiamata a presentare un nuovo piano industriale dopo che il precedente, che prevedeva milleseicentosettanta esuberi complessivi e la chiusura del sito di Cerreto d'Esi, era stato giudicato "irricevibile" dal ministro Adolfo Urso.

La Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso gli assessori Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini, ha già espresso la necessità che l'azienda non assuma iniziative unilaterali sull'organizzazione del lavoro e sui volumi produttivi mentre il confronto ministeriale è ancora in corso, sottolineando come la vertenza debba essere gestita a livello nazionale per garantire un'interlocuzione adeguata con una realtà multinazionale.

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