Un anno dopo la tragedia di Cutro, i familiari delle vittime cercano giustizia
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Redazione Interno
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Un anno fa, una tragedia ha colpito la spiaggia di Steccato di Cutro, provocando la morte di 94 persone, tra cui 36 bambini e altrettante donne. Ora, i familiari delle vittime e i sopravvissuti cercano giustizia e si preparano a fare causa allo Stato italiano.
La decisione di fare causa
Un team di legali è già pronto per rappresentare alcuni dei familiari delle vittime e dei sopravvissuti. L'annuncio ufficiale della decisione di fare causa allo Stato italiano avverrà domani mattina, durante una conferenza stampa a Crotone. Tra i presenti ci saranno una trentina tra superstiti e familiari delle vittime. Tra gli avvocati presenti ci sarà anche Marco Bona, socio fondatore dello studio Bona Oliva.
Un ricordo doloroso
A Crotone, dove la gente è abituata a fare il bagno in mare anche d'inverno, non pioveva così da circa trent'anni. Nuvole scure, una pioggia che penetra nei vestiti e il vento che fa volare ombrelli, cappucci, cappelli. "Anche il tempo ci aiuta a ricordare quello che è successo un anno fa. Solo che noi siamo sulla terraferma, loro sperduti in mare", hanno detto i familiari delle vittime.
La marcia per la verità e la giustizia
I familiari delle vittime e i sopravvissuti hanno tenuto uno striscione con la scritta "26 febbraio, mai più stragi di migranti nel Mediterraneo" durante una manifestazione nel centro di Crotone. La manifestazione, tenuta sotto la pioggia battente, è stata organizzata "per non dimenticare" la tragedia avvenuta un anno prima. La marcia è partita da piazza Nettuno, di fronte al mare, dove oggi è stato inaugurato il giardino del piccolo Alì, e si è diretta al Palamilone, dove lo scorso anno erano state adagiate le bare.




