Bergamo, aeroporto: le sorprese volute da Sea, nel nuovo cda di Sacbo. Rientra il tecnico Redondi
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Redazione Economia
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I nodi, quelli che per settimane erano rimasti intricati o volutamente criptati, si sono sciolti solo nelle ore tarde di mercoledì. Tutto in una sera, quando intorno alle 23 la sindaca Elena Carnevali ha telefonato a Gianni Scarfone per informarlo che la scelta di Palafrizzoni era virata su un altro candidato. Non sull’avvocato Federico Pedersoli, la cui nomination – pur avendolo gratificato, per sua stessa ammissione – è durata lo spazio di un mattino. L’assemblea degli azionisti di Sacbo, che gestisce lo scalo di Orio al Serio, ha così potuto approvare il bilancio consolidato di gruppo per l’esercizio 2025 e, contestualmente, procedere alla costituzione del nuovo consiglio di amministrazione che resterà in carica fino all’approvazione del bilancio relativo al 2028. Un’operazione che ha visto emergere la mano ferma del socio milanese, Sea, il quale ha imposto una line-up manageriale interna, spiazzando chi dava per scontati rinnovi automatici o nomine politiche nell’ultimo miglio.
Le mosse notturne e il ritorno del professore
La sorpresa più grande, forse, è stata la gestione del “posto tecnico”. Il professor Renato Redondi, uscito dalla porta della Provincia (dove al suo posto è subentrato il leghista Daniele Belotti), rientra dalla porta girevole di Palazzo Frizzoni, quella che lui stesso aveva già rappresentato in Sacbo dal 2014 al 2020. La sua riconferma dà continuità a un lungo cursus aeroportuale, ma è stata l’ombra di Sea a fare la differenza. Nessuno, tanto meno i consiglieri in scadenza, si aspettava che nella mail spedita nella serata di mercoledì dalla casella di posta del socio milanese, a firma della presidentessa Michaela Castelli, spuntasse un terzetto di nomi nuovo di zecca. Una scelta, oltre che tecnica, “interna”: Massimiliano Crespi (direttore hr), Patrizia Savi (chief financial officer) e Pierluigi Zaccaria (responsabile legal practice). Professionisti del Gruppo che hanno spiazzato le vecchie guardie – come Yvonne Messi, l’avvocatessa in cda da quindici anni – e figure come Gianpiero Borghini e Laura Pascotto, ritenute ormai esterne al perimetro operativo ristretto voluto dalla nuova policy di Sea.
Numeri record e investimenti infrastrutturali
Mentre si componeva il nuovo board – che vede anche il rientro di Heidelberg Materials Italia (con l’ad Stefano Gallini) e la conferma di Giovanni Zambonelli per la Camera di Commercio – l’assemblea dava il via libera ai conti del 2025. Lo scorso anno si è chiuso con un consuntivo di 16.937.976 passeggeri, una cifra che non solo supera i dati previsti dal budget ma consolida la competitività dello scalo a livello nazionale, stabilmente al terzo posto dopo Fiumicino e Malpensa, e a livello europeo, dove occupa la 41esima posizione nella graduatoria di Aci Europe. Tutto questo nonostante i cantieri fossero ampiamente aperti: nel corso del 2025 sono state portate a compimento le opere di ampliamento approvate da Enac, con l’apertura a maggio della nuova sala check-in (dotata di 22 postazioni self bag drop) e a fine novembre della nuova area partenze. Un investimento, quest’ultimo, che ha permesso di raddoppiare gli spazi, introducendo apparecchiature di controllo radiogeno di ultima generazione che ridisegnano il percorso dei passeggeri rendendolo più fluido.
L’assetto del board e i dividendi per il territorio
Il nuovo consiglio di amministrazione, dunque, è ora composto da Giovanni Sanga (in attesa della conferma ufficiale alla presidenza nei prossimi giorni), Daniele Belotti, Gianpietro Benigni, Fabio Bombardieri, Massimiliano Crespi, Stefano Gallini, Renato Redondi, Patrizia Savi, Pierluigi Zaccaria e Giovanni Zambonelli. La composizione riflette il peso del Patto di sindacato, con le quote di Comune, Provincia e banche (Intesa e Bpm) presidiate rispettivamente da figure come Benigni e Bombardieri. Quanto ai dividendi, il tesoretto e gli utili verranno distribuiti seguendo la linea della prudenza: gli 8,6 milioni del risultato netto sono destinati per il 60% a dividendo e per il restante 40% a riserva straordinaria. Per le casse del Comune, questo si traduce in poco più di 700mila euro, una cifra simile per la Camera di Commercio e poco più di 500mila per la Provincia. Nella sua relazione, il presidente Sanga ha comunque confermato che agli investimenti di gruppo per oltre 53 milioni sostenuti nel 2025 – finalizzati al potenziamento delle infrastrutture – seguiranno quelli previsti nel Piano Industriale 2026-2028, per continuare a garantire competitività e affrontare le sfide della digitalizzazione.




