Prato, indagati quattro detenuti e due agenti per le evasioni dal carcere della Dogaia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Quattro detenuti e due appartenenti alla polizia penitenziaria – un comandante e un assistente capo – sono finiti nel mirino della procura di Prato per una serie di evasioni avvenute tra il novembre 2024 e il luglio scorso nel carcere della Dogaia. Le indagini, coordinate dal procuratore Luca Tescaroli, hanno portato alla notifica degli avvisi di conclusione delle indagini, che delineano un quadro di ripetute negligenze e, in almeno un caso, di un presunto aiuto attivo alla fuga.

I cinque episodi, definiti dalla stessa procura come frutto di un "pervasivo tasso di illegalità", hanno coinvolto detenuti in regime di media sicurezza, tutti pluripregiudicati e condannati in via definitiva per reati di una certa gravità. Le date delle fughe – il 27 novembre e il 20 dicembre 2024, seguite dal 26 maggio, 12 giugno e 1° luglio 2025 – coincidono con l’utilizzo di permessi premio o per necessità, momenti in cui, secondo gli investigatori, sarebbero state sfruttate vulnerabilità del sistema. In un caso specifico, una porta lasciata aperta avrebbe facilitato l’evasione, mentre in altri le dinamiche restano ancora da chiarire.

Oltre ai quattro evasi, un quinto detenuto era stato ripreso in poche ore, ma il ripetersi degli episodi ha spinto gli inquirenti a concentrarsi sulle responsabilità del personale carcerario. I due agenti indagati, accusati di negligenza e, in misura diversa, di complicità, rappresentano solo l’ultimo tassello di un’inchiesta che ha messo in luce criticità strutturali nel penitenziario pratese.

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