Il varano di Montichiari e quell’ordinanza scaduta: “Ma non era una bufala”
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Redazione Interno
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Con la mezzanotte del 6 agosto è scaduto il termine dell'ordinanza che il sindaco Marco Togni aveva firmato il 28 luglio, dando così ufficialmente il via libera alla sospensione del divieto di transito nella zona delle campagne di Montichiari, in provincia di Brescia, dove un dipendente di un'azienda agricola aveva avvistato e fotografato un varano.
Per dieci giorni, nella zona degli avvistamenti era stato vietato l'accesso a piedi o in bicicletta, una misura precauzionale adottata dall'amministrazione comunale dopo che le segnalazioni erano state ritenute fondate e la fotografia autentica, come confermato dagli stessi accertamenti condotti dalle forze dell'ordine.
Le ricerche, che hanno coinvolto la Polizia Provinciale e il gruppo Forestale dei Carabinieri, si sono protratte per circa quindici giorni senza tuttavia riuscire a localizzare l'animale, nonostante l'impiego di tecnologie avanzate come droni dotati di termocamere, che hanno battuto palmo a palmo i terreni interessati dagli avvistamenti.
La notizia non era una bufala
A tenere banco, oltre alla scadenza del provvedimento, resta la volontà del primo cittadino Marco Togni di ribadire con chiarezza che la vicenda non era affatto una montatura, contrariamente a quanto molti commenti sui social avevano suggerito nei giorni immediatamente successivi alla comparsa della fotografia. Il sindaco ha più volte sottolineato, anche in occasione della scadenza dell'ordinanza, che l'immagine scattata dal dipendente dell'azienda agricola era autentica e che i controlli effettuati non lasciavano spazio a dubbi sulla genuinità del documento fotografico.
Tuttavia, proprio l'assenza di tracce e l'impossibilità di ritrovare il rettile, nonostante le battute di caccia serrate condotte dagli agenti, hanno alimentato un dibattito che ha finito per dividere l'opinione pubblica tra chi era convinto della presenza del varano e chi invece continuava a parlare di un grande scherzo collettivo, amplificato dalla viralità dei social network.
Gli avvistamenti e la caccia al rettile
A innescare la macchina dei soccorsi e delle ricerche era stato un avvistamento avvenuto nella notte tra il 17 e il 18 luglio, quando un dipendente di un'azienda agricola della zona si era imbattuto nell'animale, riuscendo a fotografarlo prima che questo si dileguasse tra i campi. A quella segnalazione iniziale, che aveva subito destato lo stupore degli abitanti della zona, dato che si tratta di una specie non autoctona e di norma assente in quelle aree, ne era seguita almeno un'altra, a conferma che qualcosa di anomalo si aggirava tra le campagne bresciane.
Di fronte a queste evidenze, il sindaco Togni aveva ritenuto necessario firmare l'ordinanza per tutelare la sicurezza dei cittadini, vietando il transito a piedi e in bicicletta nell'area individuata, mentre le squadre di ricerca si organizzavano per setacciare il territorio con ogni mezzo a disposizione.
I quindici giorni di ricerche, che includevano anche l'utilizzo di droni con termocamere per individuare eventuali tracce termiche dell'animale, non hanno però portato a risultati concreti, e il varano, se ancora presente nei dintorni, è riuscito a eludere ogni tentativo di cattura, vanificando anche gli sforzi più accurati degli operatori.
L’eco mediatica e i social
Nonostante le ricerche siano state infruttuose e l'ordinanza sia ormai scaduta, la vicenda del varano di Montichiari ha lasciato un segno profondo nella cronaca locale, trasformandosi in un fenomeno virale che ha invaso i social network con una valanga di meme e battute ironiche. Il sindaco, da parte sua, ha commentato con un tono che mescola rammarico e stupore, dichiarando che l'animale non è stato trovato e che non si conosce la sua sorte, ma ribadendo con forza che tutto quello che era accaduto era assolutamente vero.
Il dibattito, alimentato dalla mancata cattura, continua a tenere banco anche dopo la scadenza del provvedimento, mentre i cittadini della zona possono ora tornare a muoversi liberamente nell'area che per dieci giorni era rimasta off-limits, in attesa di capire se il rettile, misteriosamente scomparso, farà in futuro la sua ricomparsa oppure se resterà per sempre un enigma insoluto.
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