Vlahovic-Juve, il primo incontro per il rinnovo e quell'apertura del serbo a restare
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Redazione Sport
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La sosta forzata, quel lungo periodo lontano dal rettangolo di gioco che lo ha visto assente dalle distinte ufficiali dalla fine di novembre, non ha allontanato Dusan Vlahovic dai pensieri della Juventus. Anzi, paradossalmente, i tre mesi trascorsi a curare la lesione all'adduttore sinistro potrebbero aver riavvicinato le parti, in un tentativo – tutt'altro che scontato sino a poche settimane fa – di gettare le basi per un futuro ancora in comune. La dirigenza bianconera, dopo aver blindato Kenan Yildiz e messo nero su bianco per Weston McKennie, ha infatti incontrato l'entourage del centravanti serbo per discutere un possibile prolungamento del contratto, in scadenza al prossimo 30 giugno. E da quell'incontro, il primo vero faccia a faccia dopo mesi di sostanziale stallo, sarebbe emersa una disponibilità reciproca a proseguire il cammino insieme, un'apertura che fino a ieri appariva quanto meno improbabile visti i costi elevati dell'operazione e le sirene di mercato provenienti da mezza Europa.
Il nodo economico e il rientro in campo che cambia le prospettive
Se la volontà di sedersi attorno a un tavolo è il presupposto indispensabile, è chiaro a tutti che la vera sostanza della trattativa risiederà nella capacità di trovare un'intesa economica che possa soddisfare entrambe le parti. L'attuale ingaggio di Vlahovic, che con i suoi 12 milioni netti a stagione lo rende il calciatore più pagato dell'intera Serie A, rappresenta un peso non indifferente per i conti della Continassa, un "capestro" che il club intende necessariamente rivedere al ribasso per allinearsi al nuovo tetto salariale imposto dalla proprietà. La dirigenza, guidata dai dialoghi con Cristiano Giuntoli e Giorgio Chiellini, avrebbe messo sul piatto l'idea di un contratto a cifre sensibilmente inferiori – si parla di un dimezzamento dell'ingaggio, portandolo attorno ai 6 milioni – magari compensato da bonus legati ai risultati e alla firma, per venire incontro alle richieste del giocatore. Dall'altro lato, Vlahovic e i suoi agenti, pur consapevoli di dover rivedere le proprie pretese, vogliono prima ascoltare la proposta ufficiale del club e capire se il progetto tecnico possa tornare a ruotare attorno alla sua figura, un aspetto, quest'ultimo, caldeggiato con forza da Luciano Spalletti. L'allenatore, che sin dal suo arrivo a Torino lo aveva indicato come il perno del suo attacco, non vede l'ora di riaverlo a disposizione per risolvere i problemi di realizzazione che hanno attanagliato la squadra in sua assenza.
La fiducia di Spalletti e l'attesa per il giudizio del campo
Il tecnico di Certaldo, infatti, non ha mai nascosto la propria preferenza per il numero 9, lanciandolo titolare in tutte le occasioni utili prima del suo infortunio, nonostante un rendimento realizzativo non proprio entusiasmante. E ora che il rientro in gruppo si fa sempre più prossimo – con una possibile convocazione già per la sfida al Pisa o, più probabilmente, per la successiva trasferta di Udine – Spalletti confida di poter recuperare quella punta fisica, quel "pivot rapido" capace di fare a sportellate e di essere il punto di riferimento nell'area avversaria. La sensazione, del resto, è che l'assenza prolungata di Vlahovic abbia pesato più del previsto sui meccanismi della squadra, costringendo l'allenatore a esperimenti e a soluzioni di ripiego con Jonathan David e Lois Openda, i quali, al di là di qualche sprazzo, non sono riusciti a garantirgli la continuità necessaria per la rincorsa a un quarto posto che vale l'accesso alla prossima Champions League. Ecco, dunque, che il destino sportivo e contrattuale del serbo finiscono per intrecciarsi indissolubilmente: il suo rendimento in questo scorcio di campionato sarà il vero banco di prova, sia per dimostrare a Spalletti di poter essere l'uomo giusto su cui costruire la squadra del futuro, sia per giustificare l'investimento che la società dovrà fare per trattenerlo.
Un dialogo riaperto e le prossime settimane decisive
Non ci sono ancora offerte formali né cifre definitive, ma la semplice riapertura di un dialogo che sembrava destinato a chiudersi con un addio a parametro zero rappresenta una svolta non di poco conto nella gestione del mercato bianconero. Dusan Vlahovic, dal canto suo, avrebbe manifestato la volontà di ascoltare la Juventus prima di vagliare eventuali proposte provenienti dall'estero, un segnale che non va sottovalutato e che testimonia come il feeling con l'ambiente e con il tecnico non si sia mai del tutto spento. Ora, proprio mentre il serbo completerà il suo iter di recupero e tornerà a calcare il terreno da gioco, si entrerà nel vivo delle contrattazioni: le prossime settimane saranno decisive per capire se si potrà trasformare questa ritrovata apertura in un vero e proprio accordo, o se rimarrà soltanto un tentativo tardivo di ricucire uno strappo destinato a consumarsi a fine stagione. Quel che è certo è che la Juventus, di fronte alle difficoltà incontrate da chi ne ha preso il posto, ha riconsiderato la possibilità di trattenerlo, mentre Vlahovic ha compreso che tornare a essere protagonista a Torino potrebbe essere, a conti fatti, la scelta migliore per tutti.




