Affitti, il contratto 4 4 perde terreno: crescono canoni concordati e transitori
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Redazione Economia
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Gli affitti con contratto 4+4 continuano a perdere peso nel mercato italiano, mentre aumentano le formule a canone concordato e le locazioni transitorie. I dati del Rapporto immobiliare 2026 dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, analizzati da Il Sole 24 Ore, mostrano una trasformazione progressiva delle scelte di proprietari e inquilini. Nel 2025 i contratti lunghi ordinari hanno rappresentato il 39,5% delle locazioni registrate, una quota in netto calo rispetto al 53,3% rilevato dieci anni prima. Nelle otto maggiori città italiane il fenomeno appare ancora più evidente, con il 4+4 fermo al 35,2% delle nuove registrazioni.
Il mercato si allontana dalle locazioni lunghe
La fotografia restituita dal rapporto evidenzia un mercato sempre meno orientato verso i contratti tradizionali di lunga durata. In una fase caratterizzata da un intenso dibattito sul tema della casa e delle diverse formule di locazione, i dati mostrano una riduzione del 2,4% dei contratti ordinari 4+4. Parallelamente cresce l’interesse per soluzioni alternative che consentono una maggiore flessibilità o che prevedono condizioni economiche definite attraverso accordi territoriali. Il cambiamento emerge con particolare forza nei grandi centri urbani, dove la quota delle locazioni lunghe si è ridotta ben al di sotto dei livelli osservati un decennio fa.
Tra le formule che stanno guadagnando spazio figurano soprattutto i contratti a canone concordato, aumentati del 6%. Questa tipologia continua a concentrarsi prevalentemente nei Comuni caratterizzati da alta tensione abitativa, dove la domanda di alloggi resta elevata. L’evoluzione delle preferenze contrattuali segnala un riequilibrio del mercato che sta modificando la distribuzione delle diverse forme di affitto, con una presenza crescente di accordi che fino a pochi anni fa occupavano una posizione più marginale rispetto alle locazioni ordinarie.
La crescita degli affitti transitori e il rallentamento delle locazioni brevi
Un altro elemento che emerge dai dati riguarda il consolidamento degli affitti transitori. Questa formula sta acquisendo un ruolo sempre più rilevante all’interno del mercato residenziale e appare tra le principali beneficiarie della riduzione dei contratti 4+4. I contratti transitori risultano particolarmente diffusi nei centri minori, contribuendo a una redistribuzione delle diverse tipologie di locazione sul territorio. L’avanzata di questa soluzione si inserisce in un contesto più ampio nel quale proprietari e conduttori sembrano orientarsi verso rapporti contrattuali più flessibili rispetto al passato.
Il cambiamento è accompagnato anche dai segnali di rallentamento registrati nel comparto degli affitti brevi. Dopo anni di forte crescita, sia sul fronte dell’offerta sia su quello dei rendimenti, il settore ha mostrato una battuta d’arresto già nel 2025. Questo scenario apre la strada a un progressivo riequilibrio che favorisce proprio le locazioni transitorie. La diminuzione della spinta degli affitti brevi e la crescita delle formule concordate e temporanee contribuiscono a ridefinire gli equilibri del mercato immobiliare residenziale.
Il cambiamento viene osservato anche dagli operatori del settore. Commentando i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare, Eugenia Cella, leader del Sicet, il sindacato inquilini della Cisl, ha sottolineato come il canone concordato non rappresenti più una soluzione di nicchia. Secondo la sua lettura, questa formula sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella risposta al fabbisogno abitativo delle famiglie. I numeri raccolti dall’Agenzia delle Entrate e ripresi da Il Sole 24 Ore descrivono infatti un mercato degli affitti in trasformazione, nel quale le locazioni concordate e i contratti transitori stanno guadagnando spazio a discapito delle formule tradizionali di lunga durata.




