Trump mette in guardia sul paracetamolo in gravidanza, scattano le verifiche scientifiche
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un monito diretto alle donne in gravidanza, sconsigliando con forza l’assunzione di paracetamolo durante i primi mesi di gestazione e collegandola a un “rischio notevolmente aumentato” di autismo per il feto. “Non assumetelo”, ha ribadito nel corso di un evento alla Casa Bianca dedicato proprio ai disturbi dello spettro autistico, annunciando di conseguenza che la Food and Drug Administration (Fda) provvederà a informare i medici del pericolo potenziale. Trump, che ha definito i farmaci un “fattore molto importante” nell’insorgenza dell’autismo, ha espresso personalmente l’attesa per questi studi, affermando di averne atteso i risultati per vent’anni.
Le dichiarazioni del presidente, che hanno immediatamente attirato l’attenzione dei media e della comunità scientifica, si concentrano in particolare sul paracetamolo – principio attivo noto in Italia come acetaminofene e presente in farmaci di uso comune come la Tachipirina – e sulla sua versione più venduta oltreoceano, il Tylenol. L’amministrazione sembra quindi avviare una nuova crociata, concentrandosi su quelle che ha definito “verità nascoste” riguardanti un analgesico impiegato in centinaia di preparati in tutto il mondo. L’annuncio, dato con toni perentori, promuove con effetto immediato una raccomandazione ufficiale alle future mamme affinché ne limitino l’uso ai soli casi di stretta necessità.
La questione, che tocca un’abitudine terapeutica consolidata a livello globale, richiede tuttavia un esame accurato delle evidenze scientifiche disponibili. Se da un lato alcuni studi osservazionali hanno suggerito la possibilità di un’associazione statistica – ipotizzando che l’esposizione prenatale al farmaco possa influenzare lo sviluppo neurologico del feto –, dall’altro la maggior parte delle autorità sanitarie internazionali non ha mai emesso avvertenze di questo tenore, considerando il paracetamolo l’antidolorifico più sicuro in gravidanza quando usato correttamente. Molti ricercatori, infatti, invitano alla cautela, sottolineando come la complessità dell’autismo, le cui cause sono multifattoriali e non ancora del tutto chiarite, renda estremamente difficile stabilire un nesso causale diretto e univoco con un singolo farmaco.




