Burnham: "La Russia interferì nel referendum Brexit del 2016". È la prima conferma di un premier britannico

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il primo ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato che la Russia interferì nel referendum del 2016 sull'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. La rivelazione è arrivata negli estratti del podcast The Rest Is Politics, diffusi domenica 11 ottobre, con la puntata completa attesa per lunedì. Secondo quanto riportato, si tratta della prima volta che un capo del governo britannico riconosce pubblicamente un'ingerenza russa nel voto che ha sancito la Brexit.

La domanda a Downing Street

Burnham ha raccontato di aver posto la questione ai suoi consiglieri subito dopo il suo insediamento a Downing Street, avvenuto nel luglio scorso. "Ho fatto la domanda arrivando a Downing Street: c'è stata interferenza dalla Russia nel referendum del 2016?", ha affermato. "Ho avuto la chiara risposta che sì, c'è stata". Il premier non ha però illustrato le prove alla base dell'accusa, né ha specificato in che modo Mosca sarebbe intervenuta o se l'ingerenza abbia inciso sull'esito della consultazione.

Nel giugno 2016, il 52 per cento dei britannici votò per lasciare l'UE, contro il 48 per cento favorevole alla permanenza.

Il contesto parlamentare e le smentite di Mosca

La dichiarazione di Burnham arriva a sei anni di distanza da un rapporto della Commissione parlamentare per l'Intelligence e la Sicurezza, pubblicato nel luglio 2020, che aveva concluso come il governo britannico non avesse verificato adeguatamente l'eventuale ingerenza di Mosca nel referendum. Il documento, redatto più di un anno prima della sua effettiva divulgazione, criticava le autorità per non aver mai chiesto ai servizi segreti di produrre una valutazione specifica sull'interferenza russa nella consultazione del 2016.

L'MI5, l'agenzia di intelligence interna, aveva fornito alla commissione appena sei righe di testo in risposta alle richieste di prove su un possibile intervento russo. Il rapporto sottolineava inoltre come il Regno Unito avesse accolto "a braccia aperte" oligarchi russi e il loro denaro, offrendo meccanismi ideali per il riciclaggio di fondi illeciti attraverso quella che veniva definita la "lavanderia" di Londra.

Il Cremlino ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nelle elezioni e nei referendum di altri Paesi. Già all'indomani del voto del 2016, il presidente Vladimir Putin aveva definito "senza fondamento" le affermazioni dell'allora premier David Cameron, sostenendo che la Russia non aveva mai interferito né espresso alcuna posizione sulla Brexit. "È una scelta del popolo britannico. Non abbiamo interferito e non intendiamo farlo", aveva dichiarato Putin al termine del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai a Tashkent.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ribadito più volte la stessa posizione, definendo le accuse di ingerenza privе di prove concrete.

Il riferimento alla Germania e all'AfD

Nel corso dell'intervista, Burnham ha riferito di aver discusso del problema delle interferenze russe con il cancelliere tedesco Friedrich Merz durante un incontro a Berlino la scorsa settimana. Il premier britannico ha riferito che Merz gli ha parlato dei presunti legami tra la Russia e l'Alternative für Deutschland, il partito di estrema destra tedesco. "Mi ha detto che l'AfD è chiaramente legata alla Russia, finanziata credo", ha dichiarato Burnham. "C'è certamente disinformazione che proviene dalla Russia verso la politica tedesca".

Il cancelliere tedesco avrebbe anche espresso preoccupazione per il fatto che simili dinamiche siano in atto in Francia, dove Burnham ritiene che i elettori debbano comprendere come parte di questa politica sia istigata da "nostri nemici, vale a dire la Russia".

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