Entry/Exit System negli aeroporti europei: stop ai controlli per evitare le code
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Redazione Esteri
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Gli aeroporti europei stanno disattivando temporaneamente l’Entry/Exit System (EES) quando le code ai controlli diventano troppo lunghe e rischiano di rallentare l’intera operatività degli scali. Il nuovo sistema europeo per la registrazione elettronica degli ingressi e delle uscite dei cittadini extra UE alle frontiere esterne dello spazio Schengen sta infatti creando difficoltà soprattutto nei periodi con grandi quantità di viaggiatori. Per evitare ritardi eccessivi ai controlli passaporti, alcuni grandi aeroporti hanno scelto di sospendere le procedure biometriche nei momenti di maggiore affluenza.
Il sistema EES rallenta i controlli negli scali più affollati
L’Entry/Exit System (EES) è stato introdotto per automatizzare la gestione degli ingressi nell’area Schengen dai Paesi extra Unione europea attraverso la registrazione digitale dei dati dei viaggiatori. Secondo quanto riportato, però, il funzionamento del sistema sta mettendo sotto pressione diversi aeroporti europei, che devono gestire tempi più lunghi durante i controlli di frontiera. Quando il numero dei passeggeri aumenta e le attese crescono, gli scali intervengono sospendendo temporaneamente il sistema per ridurre i rallentamenti e mantenere operativo il flusso dei viaggiatori.
La decisione di disattivare l’EES riguarda in particolare i grandi aeroporti europei, dove l’aumento delle code può avere conseguenze sull’organizzazione complessiva delle attività. Le procedure biometriche previste dal sistema richiedono infatti una gestione che, nei momenti di maggiore traffico, può contribuire ad allungare i tempi ai controlli passaporti. Gli aeroporti stanno quindi utilizzando la sospensione temporanea come soluzione per affrontare le situazioni più critiche e limitare i disagi provocati dall’accumulo di passeggeri nelle aree di controllo.
Le difficoltà dopo l’avvio del nuovo controllo alle frontiere
Il tema dell’Entry/Exit System resta al centro delle discussioni perché gli aeroporti e le compagnie aeree avevano già segnalato all’esecutivo dell’Unione europea i possibili rischi legati all’introduzione del sistema, soprattutto in vista dei periodi con maggiore affluenza. Il sistema EES è in funzione dal 10 aprile scorso e avrebbe dovuto rendere più automatizzati i controlli per gli ingressi nell’area Schengen dai Paesi extra UE. Le difficoltà emerse negli aeroporti hanno portato alcuni scali a modificare temporaneamente l’utilizzo delle nuove procedure.
Le sospensioni del sistema nei giorni più affollati mostrano il problema operativo affrontato dagli aeroporti europei nella gestione dei flussi di passeggeri. L’obiettivo degli scali è evitare che le file ai controlli di frontiera diventino così estese da rallentare il funzionamento generale degli aeroporti. La situazione riguarda quindi il rapporto tra l’introduzione di nuove procedure digitali per i controlli e la necessità di garantire tempi di transito compatibili con l’elevato numero di viaggiatori presenti nei periodi di maggiore movimento.
Le reazioni degli aeroporti alla pressione sulle procedure biometriche
La scelta di ricorrere alla disattivazione temporanea dell’Entry/Exit System rappresenta una risposta ai rallentamenti registrati durante l’applicazione del nuovo sistema di controllo. I grandi aeroporti europei stanno intervenendo quando le attese ai controlli raggiungono livelli considerati problematici, utilizzando la sospensione delle procedure biometriche per affrontare le situazioni di maggiore pressione. Il confronto sull’EES prosegue quindi attorno alle difficoltà pratiche emerse negli scali, dopo l’avvio del sistema destinato a registrare elettronicamente gli ingressi e le uscite dei cittadini extra UE.
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