Manovra blindata in Senato, polemiche e proteste
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Redazione Interno
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Sembra passato un secolo da quando Giorgia Meloni tuonava contro i governi che blindavano provvedimenti importanti abusando del voto di fiducia. La Manovra 2025, infatti, sarà approvata dall'aula del Senato senza discutere gli oltre 800 emendamenti presentati dalle opposizioni, per evitare un pericoloso rallentamento del suo iter e il rischio dell'esercizio provvisorio che si concretizzerebbe qualora il testo non fosse approvato entro fine anno. Nei desolati corridoi del Senato, c'è pure un Fratello d'Italia che protesta, ma poi si pente.
Il Senato accoglie la legge di bilancio in arrivo dalla Camera, ma il passaggio è solo un pro-forma. L’accordo in maggioranza blinda la manovra che sabato mattina 28 dicembre sarà votata dalle 10 con la fiducia. Nessuna modifica al testo votato da Montecitorio: prendere o lasciare. Decadono gli 800 emendamenti delle opposizioni e così i 60 ordini del giorno.
La manovra prevede, tra le altre misure, incentivi per chi rinvia la pensione. Chi ha i requisiti per il pensionamento anticipato e vi rinuncia, infatti, può chiedere di ricevere in busta paga, esentasse, la propria quota di contributi versata ogni mese all’Inps (in genere il 9,19% della retribuzione). Sempre in materia di prepensionamento, inoltre, la Manovra proroga le vigenti vie.
Il testo della terza manovra del governo Meloni, che contiene misure per circa 30 miliardi di euro, è da ieri in aula al Senato, dove si è già conclusa la discussione generale. Il voto di fiducia che ne decreterà l’approvazione definitiva è previsto per oggi.




