Trump minaccia Ue e Canada con nuovi dazi: il settore agroalimentare italiano trema
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Redazione Interno
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Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha rilanciato la sua offensiva commerciale contro l’Unione Europea e il Canada, minacciando di inasprire ulteriormente i dazi qualora ritenesse che i due attori stiano agendo di concerto per contrastare gli interessi economici americani. «Se l’Ue collabora con il Canada per danneggiarci, introdurremo tariffe ben più elevate di quelle attuali», ha scritto su TruthSocial, definendo gli Stati Uniti come «il miglior amico» che quei Paesi abbiano mai avuto. Una mossa che, se confermata, rischia di aggravare una guerra commerciale già in corso, con ripercussioni immediate su alcuni dei prodotti simbolo del made in Italy.
Tra i settori più esposti c’è quello vinicolo, in particolare il Prosecco, il Pinot Grigio e l’Amarone, che vedono gli Stati Uniti come mercato di riferimento. «Il 75% delle nostre vendite è diretto oltreoceano», ha ricordato Luca Zaia, presidente del Veneto, sottolineando come i dazi statunitensi, se applicati, finirebbero per colpire non solo le esportazioni italiane ma anche i consumatori americani. «È un’arma a doppio taglio», ha aggiunto, riferendosi alla sospensione degli ordini da parte degli importatori in attesa del 2 aprile, data in cui potrebbero entrare in vigore rincari fino al 200%.
A preoccupare sono anche i prodotti Dop della Food Valley parmense, dal Parmigiano-Reggiano al Prosciutto di Parma, passando per pasta, conserve di pomodoro e latte. Sebbene alcuni operatori tentino di smorzare i toni, la prospettiva di un balzo delle tariffe al 25% rischia di mettere in difficoltà un distretto che rappresenta l’eccellenza agroalimentare italiana. Non solo: tra le filiere meno note ma ugualmente esposte ci sono quelle legate alle alici, dimostrando come l’impatto potrebbe estendersi a macchia d’olio.




