Sayf, il secondo posto a Sanremo e l’uscita dall’Ariston con la madre: "Siamo umani, restiamo uniti"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo, quella che ha incoronato Sal Da Vinci con Per sempre sì, si è chiusa con un podio che racconta molto di più di una semplice classifica musicale. Al secondo posto, infatti, si è piazzato Sayf, il giovane artista genovese classe 1999 che con il brano Tu mi piaci tanto — una "canzonetta", l’ha definita lui con ironia, capace però di fotografare un’Italia complessa e stratificata — ha letteralmente conquistato la sala stampa e il pubblico, imponendosi come la vera rivelazione di quest’anno. Una volta spentisi i riflettori dell’Ariston, e con la proclamazione del vincitore ormai alle spalle, Sayf è uscito dal retro del teatro, dove una folla di fan lo aspettava per tributargli un affetto che andava ben oltre il piazzamento ottenuto. Accanto a lui c’era sua madre, Samia, la stessa che aveva voluto sul palco durante la sua esibizione, in un gesto di intimità e orgoglio che ha toccato il cuore di molti. «Sono contentissimo», ha dichiarato il rapper visibilmente emozionato, lasciando l’ingresso secondario dell’Ariston, mentre i presenti lo incalzavano con richieste di selfie e applausi. Poche parole, ma significative, quelle rivolte ai sostenitori e ai cronisti presenti: «Dobbiamo restare uniti tra le persone, guardiamoci. Siamo umani». Un messaggio di connessione autentica, lanciato a pochi metri da quel palco che per una settimana era stato il centro nevralgico della musica italiana.

La classifica e il significato di un podio che unisce generi e culture

La vittoria di Sal Da Vinci, con il suo impianto melodico classico e la sua storia di artista partenopeo, non ha oscurato il risultato di Sayf, che anzi acquista un peso specifico notevole se letto in controluce con le dinamiche del festival. Il terzo posto di Ditonellapiaga con Che fastidio! completa una cinquina finale — completata da Arisa al quarto posto e dal duo Fedez-Masini al quinto — che fotografa la varietà di anime della musica contemporanea. Quello che colpisce, nel caso di Sayf, è la capacità di sintesi tra il cantautorato più profondo e la spinta del rap, un equilibrio che ha trovato la sua massima espressione proprio in Tu mi piaci tanto. Il testo, un flusso di coscienza che spazia dai ricordi dei Mondiali del 2006 con l’azione di Cannavaro alla citazione di Luigi Tenco — «Tenco è morto qui vicino», canta nel brano, evocando la pressione del debutto — passando per lo slogan "L’Italia è il paese che amo", è un iperuranio di riferimenti che allontanano il pezzo dalla semplice canzone d’amore per trasformarlo in uno spaccato sociale. Sayf stesso, prima di salire sul palco, aveva paragonato l’esperienza sanremese a una convocazione in nazionale: «Se ti chiamano, che fai, non ci vai?», aveva spiegato, sottolineando come per un artista sia un traguardo irrinunciabile.

Il percorso di Sayf: dalla gavetta genovese al palco dell’Ariston con la madre

La storia personale e artistica di Sayf — all’anagrafe Adam Viacava — è fatta di stratificazioni e incroci, proprio come la sua musica. Nato a Genova da padre italiano e madre tunisina, cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure, il suo avvicinamento alla musica avviene da bambino con lo studio della tromba, uno strumento che ancora oggi colora molte delle sue produzioni. Gli anni della gavetta sono quelli trascorsi nel collettivo Luvre Muzik, i lavaggi di piatti, i turni come panettiere e fattorino, mentre registrava i primi mixtape. La svolta, nel 2024 e nel 2025, è arrivata con l’EP Se Dio vuole e con collaborazioni di peso come Sto bene al mare insieme a Marco Mengoni e Rkomi, o Erica con Bresh. Una maturazione che l’ha portato a Sanremo con la consapevolezza di chi sa di non essere lì per caso, e con il sostegno di una famiglia che, nella serata finale, è diventata parte integrante della performance. Quando ha preso per mano la madre Samia, seduta in platea, e l’ha fatta salire sul palco, il gesto è andato oltre la semplice coreografia: è stata la celebrazione di un legame viscerale, ribadito poi a freddo, all’uscita, dalle parole del ragazzo. «Non ci aspettavamo niente, è mancato pochissimo ma non fa niente», ha commentato la madre, mentre il figlio, raggiante, si concedeva ai fan.

La serata delle cover e il riconoscimento della critica

Un altro tassello fondamentale della cavalcata di Sayf in questa edizione del festival è stato il secondo posto ottenuto nella serata delle cover, giovedì 27 febbraio. Sul palco, per l’occasione, il rapper genovese è stato affiancato da due mostri sacri della musica italiana e internazionale come Alex Britti e Mario Biondi, in una versione in stile Blues Brothers di Hit the Road Jack di Ray Charles. Un’esibizione che ha messo in luce le sue doti interpretative e la sua versatilità, valendogli il plauso unanime e un posto sul podio della classifica dedicata ai duetti. Un risultato che, sommandosi al secondo posto finale, ha reso la sua prima esperienza sanremese un trionfo personale al di là dell’assenza del primo gradino. Pur non avendo vinto il premio della critica "Mia Martini" — andato invece a Fulminacci — Sayf ha raccolto consensi trasversali, dimostrando come la sua proposta, che fonde la tradizione del cantautorato ligure con le sonorità urban, possa parlare a un pubblico vasto e diversificato. Il suo messaggio, affidato ai pochi istanti trascorsi fuori dal teatro con i fan, rimane un monito alla semplicità e all’umanità: «Restiamo uniti tra le persone, guardiamoci. Siamo umani». Parole che, in una settimana di eccessi e riflettori, hanno riportato il focus sulla sostanza delle relazioni, al di là della competizione.

Description: Sayf conquista il secondo posto a Sanremo 2026 con "Tu mi piaci tanto". All'uscita dall'Ariston con la madre: "Siamo umani, restiamo uniti". La classifica e il racconto.

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