Piazza Affari tenta il rimbalzo, banche e Stm guidano la risposta alle tensioni in Medio Oriente

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo la seduta pesante di ieri, che aveva trascinato giù i listini europei a causa del riaccendersi delle ostilità tra Iran e Stati Uniti, le borse del Vecchio Continente provano a rialzare la testa. Nel primo scambio di questa giornata di giovedì, è proprio Piazza Affari a mostrare la maggiore vivacità, con l'indice Ftse Mib che segna un progresso dello 0,88% circa, attestandosi su livelli che fanno sperare in un recupero della perdita subita nella vigilia.

Il paniere principale di Borsa Italiana, che racchiude i titoli a maggiore capitalizzazione e liquidità, sembra quindi voler lasciarsi alle spalle lo scossone innescato dalla crisi in Medio Oriente, anche se l'attenzione degli operatori resta ovviamente altissima sull'evoluzione del quadro geopolitico. Il clima di incertezza, d'altronde, non è certo evaporato, ma per il momento prevalgono gli acquisti su molti dei titoli chiave del listino milanese.

I protagonisti del rimbalzo: Stm, Prysmian e il comparto bancario

A trainare il rialzo dell'indice sono alcuni nomi di peso, che già nelle prime battute d'apertura mostrano un deciso recupero. Stm, il gruppo dei semiconduttori, guida la corsa con un balzo del 3,6%, cercando di risollevarsi dopo il sell-off che aveva recentemente colpito l'intero settore a livello globale. Al suo fianco, Prysmian avanza del 2,6%, mentre il comparto del credito offre un contributo fondamentale alla performance positiva del Ftse Mib.

Mediobanca, Mps, Intesa Sanpaolo e Unicredit mettono a segno progressi che vanno dall'1% all'1,4%, segnalando un rinnovato interesse per i bancari italiani in questa fase di parziale distensione sui mercati. In luce anche Finecobank, Buzzi e Brunello Cucinelli, che si muovono all'insegna del segno più, con rialzi compresi tra l'1,2% e l'1,3%.

Le retrovie del listino e il quadro europeo

Non mancano tuttavia le eccezioni, e alcune blue chip chiudono la prima parte di seduta in territorio negativo, a testimonianza di una giornata che non si presenta omogenea per tutti i settori. Avio cede l'1%, mentre Ferrari, Diasorin e Amplifon registrano lievi cali, rispettivamente dello 0,5%, 0,4% e 0,4%, penalizzate forse da dinamiche di settore o da prese di profitto dopo i recenti andamenti.

Nel complesso, l'intero continente europeo segue la scia di Milano, con le principali piazze finanziarie che si muovono in territorio positivo, sostenute anche da un leggero alleggerimento della pressione sui titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund, infatti, mostra un andamento in calo, contribuendo a creare un clima meno teso per gli investitori, che guardano con attenzione anche all'andamento del petrolio e del gas, entrambi in lieve flessione.

Il contesto geopolitico resta il vero banco di prova

Lo scenario che fa da sfondo a queste oscillazioni rimane tuttavia estremamente fluido, e gli analisti non nascondono che la ripresa dei listini potrebbe rivelarsi fragile se le ostilità tra Iran e Stati Uniti dovessero intensificarsi ulteriormente. La seduta di oggi rappresenta quindi un primo test per la capacità di tenuta dei mercati finanziari, che dopo il forte scossone iniziale sembrano aver trovato un momento di pausa, ma resta alta la tensione su eventuali sviluppi improvvisi.

Il fatto che le borse europee riescano a guadagnare terreno, pur con tutte le cautele del caso, suggerisce che gli operatori stiano cercando di valutare razionalmente l'impatto concreto delle tensioni sull'economia reale, al di là della reazione emotiva immediata. Il comparto energetico, in particolare, viene osservato con lente d'ingrandimento, e il leggero calo dei prezzi del greggio e del gas contribuisce per ora a placare i timori di un'impennata inflazionistica che potrebbe mettere nuovamente in difficoltà le banche centrali.

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