Btp, l'80% all'estero: acquisti da 40 Paesi mentre Usa e Golfo brillano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
I Buoni del Tesoro Poliennali esercitano un richiamo sempre più deciso sui mercati internazionali, come dimostrano i dettagli dell’ultima emissione collocata dal Tesoro tramite sindacato, la quale ha visto una partecipazione estremamente elevata di banche e fondi esteri. Un segnale di attenzione – che alcuni definirebbero di fiducia – verso l’Italia, d’altronde certificato in queste settimane dal miglioramento del giudizio delle agenzie di rating e da quel continuo restringersi dello spread con i Bund tedeschi, sceso a toccare i 63 punti base per aggiornare un minimo che non si registrava ormai dal lontano 2008.
La geografia della domanda
La domanda, che proviene da ben quaranta Paesi diversi, si concentra in particolare da due aree geografiche distinte: gli Stati Uniti, dove la presidenza di Donald Trump osserva con interesse gli sviluppi finanziari europei, e i ricchi Stati del Golfo Persico. Questo flusso di capitali, del resto, non rappresenta un episodio isolato poiché, nel corso degli ultimi tre anni, si sono riversati dall’estero circa 260 miliardi di euro nel debito pubblico italiano, marcando una decisa inversione di tendenza rispetto a fasi precedenti di maggiore incertezza. Molti di coloro che investono, attratti dalle dinamiche dei rendimenti, sembrano valutare positivamente la direzione intrapresa.
Il contesto dei rendimenti
Sebbene i rendimenti dei titoli di Stato nell’area euro abbiano mostrato una lieve diminuzione nelle prime sedute dell’anno, essi permangono su livelli più alti rispetto a quelli osservati solo qualche mese fa. Gli analisti, tra cui alcuni strategist di Unicredit, sottolineano come il rendimento del Btp a tre anni si attesti al 2,45%, circa dieci punti base al di sopra della sua media semestrale. Una configurazione che riflette, da un lato, il tono recentemente più cauto e restrittivo espresso da alcuni funzionari della Bce e, dall’altro, le aspettative di uno stimolo fiscale capace di sostenere la crescita economica nella zona euro.
La nuova asta a breve termine
In questo contesto, martedì 13 gennaio, il Tesoro ha proceduto all’emissione in asta del nuovo Btp con scadenza triennale, offrendo un importo compreso tra un minimo di 3,5 e un massimo di 4 miliardi di euro. All’asta supplementare del giorno seguente, riservata come di consueto agli “Specialisti in titoli di stato”, sono stati poi messi a disposizione ulteriori 1,2 miliardi. L’operazione, il cui regolamento è avvenuto giovedì 15 gennaio, si inserisce in una strategia di collocamento che punta a sfruttare la domanda per il debito a breve termine, considerato meno rischioso dagli investitori in fasi di normalizzazione dei tassi. La persistenza di un’offerta sana di domanda per il debito italiano appare, in queste condizioni, un dato consolidato, almeno nel medio periodo.




