Salone del libro di Torino 2026, da Barbero a Baggio: i grandi nomi dell’edizione che parte il 14 maggio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Manca poco più di un mese all’apertura ufficiale del Lingotto Fiere, quando Torino si prepara ad accogliere la trentottesima edizione del Salone Internazionale del Libro, in programma dal 14 al 18 maggio 2026, e il calendario degli ospiti – già di per sé fitto – comincia a delinearsi con contorni sempre più definiti. Sarà Alessandro Barbero, come da tradizione, uno dei richiami più forti per il pubblico degli appassionati di divulgazione storica; accanto a lui, farà tappa in città lo scrittore israeliano David Grossman, la cui voce, amplificata da decenni di riflessione sul conflitto e sulla memoria, rappresenta un ponte ideale tra narrazione letteraria e impegno civile. Non mancheranno, a controbilanciare il tono più austero della grande firma internazionale, le regine del romance italiano – autrici capaci di muovere lettori e lettrici a milioni – così come personaggi apparentemente lontani dal circuito librario tradizionale, da Jovanotti a Mara Maionchi, da Fiorello a Roberto Baggio.
Il tema di quest’anno e il respiro internazionale della manifestazione
Sotto il titolo "Il mondo salvato dai ragazzini", la kermesse torinese si presenta, anche per il 2026, come un ecosistema culturale complesso, nel quale coesistono presentazioni editoriali, spettacoli dal vivo, mostre e spazi interamente dedicati alle nuove generazioni. Si tratta, occorre dirlo, di una scelta curatoriale che non solo intercetta il dibattito pedagogico e politico sul ruolo dei minori nella società contemporanea, ma che riempie letteralmente i padiglioni di iniziative pensate per famiglie, scuole e giovani lettori. Se, da un lato, i grandi nomi – quelli che richiamano code fuori dagli stand e sold out in ogni sala – restano il motore visibile dell’evento, dall’altro è l’articolazione diffusa della proposta a fare la differenza. Centinaia di eventi vedranno protagonisti ospiti provenienti da ogni parte del mondo, con un’offerta che spazia dalla saggistica più rigorosa all’intrattenimento più leggero, senza soluzione di continuità.
Il Salone Off torna nei quartieri, con Vanchiglia al centro
E proprio per evitare che la cultura resti confinata entro i cancelli della ex fabbrica automobilistica, anche quest’anno – ed è la ventiduesima edizione – si rinnova l’appuntamento con il Salone Off, la declinazione diffusa della manifestazione che invade strade, piazze e circoscrizioni. In particolare, la Circoscrizione 7 ha riconfermato la propria adesione al programma, portando una rete fitta di proposte gratuite tra Vanchiglia e altri spazi del territorio circostante. Il quartiere, va detto, sarà il fulcro esplicito dell’edizione 2026: un calendario ricco di incontri con autori, letture sceniche, presentazioni di volumi, spettacoli teatrali e attività pensate per famiglie e bambini trasformerà quelle vie in un prolungamento naturale del Lingotto. Non ci troviamo, quindi, di fronte a una semplice aggiunta periferica, bensì a una delle anime più vitali del sistema Salone.
Tra cronaca nera e attese editoriali: il rispetto dei fatti giudiziari
Non c’è bisogno, in questo resoconto, di scomodare melodrammi o di cedere a facili sensazionalismi: anche quando il racconto della cronaca tocca vicende dolorose – come talvolta accade nei libri-inchiesta presentati in queste occasioni – l’approccio richiede misura e rigore. In passato, alcuni degli autori ospitati hanno portato in fiera ricostruzioni di delitti o sviluppi giudiziari tratti da fatti di sangue realmente accaduti; in quelle circostanze, la forza della narrazione non è mai coincisa con il dettaglio esplicito, ma con la pazienza investigativa degli autori e con la tenuta delle fonti processuali. Nessun giudizio, qui, su eventuali sviluppi futuri: ci si limita a constatare come il Salone offra spesso una vetrina rispettosa anche a quelle voci che scavano nel torbido, a patto che lo facciano con il crisma della documentazione e non della speculazione. La cronaca nera diventa, in questi casi, pretesto per interrogarsi sul sistema giudiziario, non per esibire il dolore.
Sei libri e molti nomi: l’attesa per gli appuntamenti più seguiti
Tra gli autori più attesi, alcuni hanno già annunciato novità editoriali di rilievo: i sei libri dei quali si parlerà maggiormente – e che i frequentatori più accaniti cercheranno già dalla prima mattina del 14 maggio – sono quelli degli ospiti più chiacchierati. Non si tratta, beninteso, di una classifica ufficiale, ma di un sentire comune che si alimenta sui social e nelle anteprime di settore. Del resto, una fiera internazionale che vanta decine di migliaia di visitatori attesi non può ridursi a un semplice allestimento di stand: è un organismo vivente, fatto di code, di firme sul frontespizio, di domande poste in sala dall’aria un po’ emozionata. E mentre Milano osserva, e Roma tenta di imitare, Torino tiene ferma la sua vocazione di capitale del libro italiano. Dal 14 al 18 maggio, anche solo per pochi giorni, il mondo dell’editoria si ferma qui.




