Longevità, la scienza sfata i miti e punta sulla dieta epigenetica
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Redazione Salute
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Alla Fiera del fare Sanità – Welfair, che si tiene a Roma e che proseguirà fino a venerdì 7 novembre, il tema della longevità ha catalizzato l’attenzione degli esperti, i quali, riuniti in un dibattito dal titolo “Longevità 2.0: tra miti dell’anti-aging e realtà scientifica”, hanno delineato i confini di un approccio scientifico all’invecchiamento, il cui obiettivo primario non è la mera sopravvivenza bensì il conseguimento di una salute estesa e di qualità. Raffaele Migliorini, Coordinatore Generale Medico Legale dell’INPS, ha avuto modo di illustrare, nel corso della tavola rotonda organizzata da Fiera Roma e B-Sanità by Experience, le più recenti e solide evidenze che legano in modo indissolubile le scelte alimentari a un processo di invecchiamento in salute, trasformando quest’ultimo da destino ineluttabile in un percorso attivamente modificabile attraverso i comportamenti quotidiani.
Il peso relativo dei geni e l'importanza dello stile di vita
Uno dei capisaldi emersi con forza dall’incontro è la necessità di sfatare un luogo comune piuttosto radicato, e cioè l’idea che il nostro destino biologico sia scritto in modo indelebile nel codice genetico. Contrariamente a quanto molti credono, la genetica influenzerebbe soltanto una percentuale compresa tra il 20 e il 25% della nostra longevità, come ha sottolineato l’esperto; il resto, che costituisce la parte preponderante, è invece affidato alla qualità della vita che ciascuno costruisce per sé giorno dopo giorno, un concetto che sposta l’asse della responsabilità dalla sorte alle abitudini individuali, le quali, se ben orientate, possono davvero fare la differenza.
La dieta epigenetica come strumento per "riscrivere" la salute
In questo contesto, assume un rilievo particolare il paradigma della dieta epigenetica, un modello alimentare che si propone di influenzare positivamente l’espressione dei nostri geni, andando a “riscrivere”, per così dire, alcune pagine del libro della nostra salute. Questo approccio, che si concentra non solo su *quanto* ma soprattutto su *cosa* mangiamo, individua negli alimenti autunnali degli alleati preziosi per il benessere, promuovendo quelli che apportano benefici concreti e suggerendo, al contempo, di evitarne altri che potrebbero risultare meno favorevoli. La dieta, quindi, cessa di essere una semplice questione di peso Corporeo per diventare uno strumento di modulazione dell’invecchiamento, capace di agire in profondità sui meccanismi biologici.
Il vademecum autunnale per la salute del cuore
Il legame tra alimentazione, longevità e salute cardiovascolare è stato ulteriormente esplorato nell’ambito di un’altra iniziativa romana, la XII edizione di Excellence Food Innovation, che ha visto la capitale trasformarsi in un laboratorio di idee per il futuro del cibo. La manifestazione, che gode del supporto di Roma Capitale, non si è limitata a essere una vetrina per le eccellenze enogastronomiche italiane, ma ha dedicato uno spazio significativo alla presentazione di un Vademecum autunnale specificamente concepito per la salute del cuore e per favorire una vita più lunga e in salute, ribadendo come la prevenzione passi inevitabilmente attraverso scelte alimentari consapevoli e informate.




