Roma-Juventus, il pari che riaccende le speranze bianconere in ottica Champions
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Redazione Sport
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Il fischio finale dell’Olimpico, domenica scorsa, ha consegnato agli archivi un 3-3 che sa di ossigeno puro per la Juventus, reduce da un periodo nel quale le difficoltà sembravano moltiplicarsi di partita in partita. La prestazione dei ragazzi di Luciano Spalletti, al di là del risultato, è stata quella di una squadra che fino all’ultimo respiro utile ha cercato di ribaltare una situazione che, al sessantacinquesimo minuto, appariva compromessa: il 3-1 per i giallorossi, firmato dalle reti di Wesley, Evan Ndicka e Donyell Malen, sembrava poter spalancare le porte dell’inferno per una Signora ferita e in piena crisi di risultati. Invece, la reazione c'è stata, ed è partita dai piedi di due uomini chiamati in causa dalla panchina, quel Jeremie Boga e quel Federico Gatti che, con le loro reti, hanno letteralmente ridato un senso alla stagione.
Quel punto, strappato con i denti e con un pizzico di quella sana incoscienza che a volte il calcio richiede, assume contorni ancora più rilevanti se proiettato nella lotta per un posto nella prossima Champions League. La classifica, in questo momento, parla chiaro: la Roma vola al terzo posto con 53 punti, mentre i bianconeri inseguono a quota 46, agganciati a quel Napoli che naviga in acque altrettanto agitate e con alle spalle un Como rivelazione, fermo a 45 lunghezze ma con un ruolino di marcia impressionante. Una situazione di classifica che, paradossalmente, la Juventus deve vedere come un’opportunità, considerando che il distacco dalla zona Champions è colmabile e che il calendario, nei prossimiimi turni, potrebbe riservare incroci determinanti.
L’algoritmo Opta e le reali possibilità di qualificazione
A fotografare con freddezza statistica le chance delle contendenti ci ha pensato, come suo solito, il supercomputer di Opta. I modelli predittivi, elaborati su migliaia di simulazioni, assegnano alla Juventus una probabilità del 48% di centrare il quarto posto o piazzamenti migliori, una percentuale che la colloca in piena corsa ma che racconta anche di una competitività serrata. Le proiezioni dell'algoritmo vedono il Milan saldamente al secondo posto con 50 punti e una partita in meno, tallonato però da Napoli e Roma, mentre l’Atalanta, nonostante il rocambolesco passaggio del turno in Champions contro il Borussia Dortmund, in campionato arranca e si trova a dover colmare un ritardo proprio dalle posizioni che contano.
La matematica, si sa, non è un’opinione, e i numeri dicono che per i bianconeri la strada è in salita ma per niente impervia. Le proiezioni raccontano di una squadra che, nonostante le delusioni europee maturate contro il Galatasaray – quel 5-7 complessivo che brucia ancora e che ha negato l’accesso agli ottavi dopo una rimonta pazzesca firmata da Locatelli, Gatti e McKennie – ha dalla sua la consapevolezza di potersela giocare con tutte.
Il peso psicologico del recupero e la fiducia ritrovata
Se l’algoritmo fornisce una base oggettiva, è sul terreno della psicologia che si gioca la parte più affascinante di questa rincorsa. La squadra di Spalletti, dopo aver toccato il punto più basso nella sconfitta interna con il Como e nel pesante ko di Istanbul, ha trovato nel pareggio dell’Olimpico la scossa emotiva che serviva. Recuperare due reti in mezzora, contro una diretta concorrente, ha un effetto che va oltre i due punti in classifica: restituisce identità e compattezza a un gruppo che sembrava aver smarrito le proprie coordinate.
Lo stesso Spalletti, che nei giorni scorsi aveva criticato aspramente Boga per alcuni errori tecnici, si è ritrovato tra le mani un jolly fondamentale, quel gol del 2-3 che ha riaperto una partita che sembrava chiusa. La gestione delle forze e delle emozioni, in questo rush finale, farà la differenza, così come la capacità di sfruttare gli scontri diretti che attendono la squadra all’orizzonte. La sfida contro l’Inter, in programma per la venticinquesima giornata, e quella contro il Milan, rappresentano crocevia fondamentali, partite nelle quali la Juventus può incidere direttamente sulle sorti delle rivali.
La volata finale e gli avversari da tenere d'occhio
Nel frattempo, il campionato osserva e registra i passi falsi di chi sta davanti. Il Milan, pur secondo, ha mostrato qualche incertezza di troppo, mentre il Napoli di Antonio Conte sembra aver smarrito la continuità necessaria per gestire il vantaggio accumulato. Il vero oggetto misterioso, però, rimane il Como di Cesc Fabregas: la squadra lariana, reduce da sette risultati utili consecutivi tra cui spiccano il successo proprio contro la Juventus e il pari con il Milan, viaggia a ritmi da Champions e rappresenta una minaccia concreta per tutte, forte di un gioco brillante e di una condizione atletica invidiabile.
I bianconeri, dal canto loro, devono fare i conti con una rosa martoriata dagli infortuni ma che nelle ultime uscite ha ritrovato certezze importanti: Bremer e Kalulu sembrano aver ricostruito una coppia centrale solida, mentre Thuram e Locatelli iniziano a dettare i tempi in mediana con maggiore personalità. La strada è lunga e tortuosa, ma la Juventus ha dimostrato di saper soffrire e di non arrendersi mai, due qualità che in un finale di campionato così equilibrato potrebbero rivelarsi decisive per strappare quel pass per la massima competizione europea che vale un’intera stagione.




