Venerdì di consuntivi aziendali e attendismo per i giudizi del rating sovrano
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Redazione Economia
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La giornata del 13 marzo si presenta fitta di appuntamenti per chi segue i mercati, con una concatenazione di eventi che spaziano dai consigli di amministrazione delle società quotate, intenti ad esaminare i dati dell’esercizio appena concluso, alle attese comunicazioni degli istituti di statistica, fino agli attesi verdetti delle agenzie di rating sul debito pubblico di diversi paesi europei. Una sequenza di scadenze che, nel loro insieme, compongono il quadro informativo da cui investitori e analisti cercheranno di trarre indicazioni sullo stato di salute del tessuto economico, alle prese con uno scenario macroeconomico ancora incerto.
Sul fronte della borsa italiana, l’attenzione si concentra in particolare sul segmento delle medie e piccole capitalizzazioni. Diversi i consigli di amministrazione in programma, chiamati ad approvare i progetti di bilancio o i dati preliminari. Tra i titoli del MidCap, spicca la riunione di De Longhi, che i conti preliminari li aveva già comunicati a fine gennaio, mentre per lo STAR l'agenda è particolarmente densa: Biesse si riunisce in tarda mattinata, seguita da Cembre, El.En., Emak, i cui preliminari risalgono al 30 gennaio, IRCE nel pomeriggio, LU-VE, Marr e Neodecortech. Un flusso continuo di numeri che permetterà di valutare l'andamento di settori chiave del made in Italy, dalla meccanica all'elettronica, dalla ristorazione ai componenti industriali, offrendo spunti per comprendere le dinamiche della domanda interna ed estera. Parallelamente, sono previste conference call per discutere i risultati: CY4Gate e Orsero le hanno in programma in mattinata, un'occasione, quest'ultima, per ascoltare le valutazioni dei manager sull'andamento del mercato ortofrutticolo e della logistica. Sul versante delle operazioni straordinarie, infine, termina oggi l'offerta pubblica di acquisto obbligatoria di Lonvita sulle azioni Health Italia, un'operazione che porta a compimento un disegno di concentrazione nel settore della sanità integrativa e dei servizi alle imprese.
Il verdetto delle agenzie di rating e lo stato di salute dell'economia reale
Se i dati microeconomici delle singole società forniscono indicazioni puntuali, sono le statistiche macro e i giudizi delle agenzie di rating a tracciare il perimetro entro cui si muove l'intero sistema. La giornata di oggi vede un'attenzione particolare rivolta all'Italia, con l'agenzia Fitch pronta a pronunciarsi sul debito sovrano. Un appuntamento, questo, che arriva in un momento in cui lo spread Btp-Bund si mantiene su livelli relativamente contenuti, ma che non manca mai di creare una certa suspance sui mercati obbligazionari, data la mole del debito pubblico italiano e la sua sostenibilità in un contesto di tassi di interesse ancora elevati. Non solo l'Italia, comunque: la Germania sarà sotto la lente di Moody's, la Spagna dovrà vedersela con i giudizi contemporanei di Fitch e S&P, mentre Grecia e Irlanda saranno valutate rispettivamente da Moody's e Dbrs. Una tornata di giudizi che interesserà buona parte dell'Europa periferica, con potenziali effetti a catena sui differenziali di rendimento.
A dare sostanza a queste valutazioni ci penseranno i dati sulla produzione industriale, un termometro fondamentale per misurare la temperatura dell'attività manifatturiera. L'Istat diffonde i numeri relativi al mese di gennaio, accompagnati dalla Nota sull'andamento dell'economia italiana che copre il bimestre gennaio-febbraio, offrendo una prima stima sull'andamento del primo trimestre. I numeri seguiranno quelli già comunicati da altri paesi europei: dalla Francia, che pubblica l'inflazione finale di febbraio, alla Spagna, che fa altrettanto con il dato armonizzato, fino alla Gran Bretagna, che rilascia i dati sulla bilancia commerciale e sulla produzione industriale sempre di gennaio. Per l'Eurozona nel suo complesso, è attesa la produzione industriale di gennaio, un dato che aiuterà a capire se la debolezza degli ultimi mesi dell'anno scorso stia lasciando il posto a una timida ripresa o se, al contrario, le difficoltà del settore, stretto tra costi energetici elevati e incertezza geopolitica, permangano.
Oltreoceano, i dati che orientano la Fed
Lo sguardo, però, non può che andare anche agli Stati Uniti, dove nel pomeriggio è in programma una raffica di indicatori macroeconomici di primaria importanza. Vengono pubblicati i dati definitivi sul Pil del quarto trimestre, una conferma che sancirà la tenuta dell'economia americana a fine 2025. Ma l'attenzione degli operatori sarà catalizzata soprattutto dalle rilevazioni su prezzi e consumi di gennaio: il deflatore dei consumi e la sua componente core, esclusi gli elementi più volatili come energia e alimentari, rappresentano la misura d'inflazione preferita dalla Federal Reserve per le sue decisioni di politica monetaria. Un dato più caldo delle attese potrebbe rinsaldare le aspettative di una Fed ancora restante a tagliare i tassi, con riflessi immediati sui mercati azionari e valutari globali. Completano il quadro gli ordini di beni durevoli, la spesa per consumi, i redditi delle famiglie e la prima lettura della fiducia delle famiglie a marzo elaborata dall'Università del Michigan: un set completo di informazioni che arriva in una fase in cui il mercato del lavoro americano mostra ancora segnali di robustezza, rendendo ogni decisione sui tassi particolarmente complessa per i banchieri centrali.




