Paolo Brosio ricorda Emilio Fede: “Era un papà, si è rovinato con le sue mani”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Paolo Brosio, voce storica della cronaca giudiziaria durante gli anni di Mani Pulite, tratteggia con parole cariche di un affetto complesso la figura di Emilio Fede, il direttore del Tg4 scomparso a 94 anni dopo una vita trascorsa, per sua stessa definizione, «sulle rotaie del tram» del giornalismo. Brosio, che all’epoca dei fatti era la corrispondenza fissa dal palazzo di Giustizia di Milano, ricorda un uomo che pretendeva la massima dedizione, un comandante che non ammetteva «buchi», ovvero che qualcuno potesse batterlo sul tempo nella corsa alla notizia. Un rapporto professionale che, nonostante tutto, è sfociato in un legame personale che Brosio stesso definisce quasi filiale.

L’ascesa e la caduta di Fede, soprannominato per sempre "Emilio Fido" in una perfetta sintesi del suo ruolo di giornalista a completo servizio di Silvio Berlusconi, sono un capitolo di storia televisiva italiana. La sua carriera, lunga settant'anni, dalla Rai alle nuove televisioni commerciali, è stata un susseguirsi di siparietti indimenticabili e di disavventure giudiziarie, che lo hanno visto coinvolto in inchieste di cronaca nera – affrontate dalle autorità con rigore – e nelle quali la giustizia ha fatto il suo corso, fino all’epilogo di un arresto che ne ha segnato il declino.

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