Un casco blu ucciso in Libano, la tregua non regge e nel mirino resta la base della Brigata Sassari

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non c’è pace, nemmeno sulla carta, per il Libano meridionale. Un peacekeeper di nazionalità serba, in forza all’Unifil, è morto questa mattina all’ospedale di Beirut: le ferite riportate a causa dell’esplosione di alcuni colpi di mortaio, che nella tarda serata di ieri hanno centrato la sua postazione nei pressi di Marjayoun, si sono rivelate purtroppo fatali.

L’elicottero che lo ha trasportato d’urgenza nella capitale non è bastato a strapparlo alla sorte avversa, mentre altri due militari – rimasti anch’essi feriti nello stesso attacco – sono attualmente in cura presso una struttura medica all’interno della base della missione Onu. L’Unifil, attraverso una nota ufficiale, ha confermato il decesso pur senza rilasciare dichiarazioni affrettate sull’accaduto, limitandosi ad annunciare l’apertura di un’indagine volta ad accertare la dinamica precisa di quanto accaduto.

Il fragore dei colpi a settanta chilometri dal contingente italiano

L’episodio, che getta un’ombra sinistra sulla già fragile situazione di sicurezza, è avvenuto a una distanza strategica di circa settanta chilometri in direzione nord-est rispetto alla base di Shama, la roccaforte che ospita il contingente italiano guidato dalla Brigata Sassari. Un’area, quella colpita, che si trova sotto la lente di ingrandimento della Forza di interposizione, la quale ha rilevato un aumento “sempre più elevato di traiettorie e impatti” nell’intera regione meridionale del Paese dei Cedri.

La violenza, insomma, non accenna a diminuire nonostante i proclami di tregua che riecheggiano nei palazzi del potere. Il capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, ha voluto esprimere personalmente il cordoglio delle Forze armate italiane, sottolineando la vicinanza alla famiglia del soldato caduto e alle Forze armate serbe, in un momento che definisce “di profondo dolore”.

Un cessate il fuoco rinnovato ma già violato

Proprio mentre il militare veniva trasportato in ospedale, nella notte italiana si raggiungeva un’intesa a Washington per rinnovare quel cessate il fuoco che, di fatto, non ha mai smesso di essere violato da quando era stato firmato lo scorso aprile. L’accordo, mediato dagli Stati Uniti, prevedrebbe la completa cessazione degli attacchi da parte di Hezbollah e il ritiro del gruppo armato a nord del fiume Litani, lasciando il controllo di alcune “zone pilota” esclusivamente all’esercito regolare libanese.

Peccato che Hezbollah, vero ago della bilancia del conflitto, non abbia partecipato ai negoziati, limitandosi a osservare da lontano mentre israeliani e libanesi discutevano del loro destino. Le dichiarazioni del gruppo, per voce dei suoi rappresentanti, hanno anzi ribadito la disponibilità a colpire obiettivi nel centro di Israele, come Haifa e Tel Aviv, qualora i raid dell’Idf dovessero intensificarsi.

L’inchiesta e i raid israeliani dopo l’intesa

Nonostante l’accordo lampo (o forse proprio a causa della sua debolezza strutturale), i raid da parte dell’Idf sono proseguiti anche nella giornata di oggi, giovedì 4 giugno, vanificando sul campo lo spirito dell’intesa raggiunta a tavolino. Il portavoce arabo delle Forze di difesa israeliane ha addirittura emesso un nuovo ordine di evacuazione per i residenti del sud del Libano, intimando loro di non spostarsi a sud del fiume Zahrani perché i “combattimenti contro le infrastrutture di Hezbollah sono ancora in corso”.

Per quanto riguarda l’attacco che ha ucciso il peacekeeper serbo, l’Unifil ha avviato una procedura investigativa per risalire ai responsabili: la missione ricorda che “gli attacchi deliberati contro i soldati di pace costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario” e che, nei casi più estremi, possono configurarsi come crimini di guerra.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.