Picierno contro Schlein: "Referendum un regalo alla destra, il Pd non si assolva con la calcolatrice"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Pina Picierno, europarlamentare del Partito Democratico, non usa mezzi termini nel criticare la scelta del partito di schierarsi a favore dei referendum promossi da Maurizio Landini. «In politica il senno di poi serve a poco», afferma, «ma era evidente che rivolgere lo sguardo al passato non avrebbe raccolto il consenso degli italiani». Secondo lei, il Pd ha ceduto a una polarizzazione che «rappresenta sempre meno la pluralità del Paese», un fenomeno che si riflette anche nella scarsa affluenza alle urne degli ultimi anni.

La segretaria Elly Schlein, invece, difende la linea adottata, sostenendo che «era giusto spendersi» per temi come lavoro e cittadinanza, «costitutivi per una forza progressista». In un’intervista a Repubblica, Schlein vede «il bicchiere mezzo pieno», citando la partecipazione alla manifestazione per Gaza come segnale di un’alternativa «più vicina». Ma i numeri le danno torto: con soli 14 milioni di votanti, il quorum non è stato raggiunto, e l’esito ha finito per apparire come un «sondaggione» della sinistra su se stessa, più che una vera consultazione popolare.

La resa dei conti nel Nazareno è già iniziata, con una minoranza che accusa Schlein di aver fatto «un enorme regalo alla destra». Il riferimento è alle dichiarazioni del capogruppo Pd al Senato, che aveva ironicamente paragonato i 12,3 milioni di voti di Giorgia Meloni alle politiche del 2022 con un’ipotetica vittoria referendaria. Ora, con una partecipazione di poco superiore, c’è chi nel partito storce il naso, definendo la segretaria «Elly la marziana» per una strategia giudicata distante dalla realtà.

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