Energia, Ruvolo lancia l’allarme: «Senza un piano nazionale il caro bollette travolgerà le Pmi»
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Redazione Economia
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Le piccole e medie imprese italiane rischiano di essere schiacciate dal peso delle bollette energetiche, tra le più alte d’Europa, in assenza di un intervento strutturale. A lanciare l’allarme è Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori, che sottolinea come, senza un Piano Energetico Nazionale capace di guardare ai prossimi trent’anni, il settore potrebbe trovarsi di fronte a una crisi senza precedenti. Secondo le stime, nel 2025 la spesa energetica potrebbe raggiungere gli 85,2 miliardi di euro, un aumento insostenibile per molte realtà produttive. Tra le soluzioni proposte, Ruvolo cita la costruzione di nuove centrali nucleari e l’introduzione di un tetto ai prezzi, simile a quello adottato in Spagna, per contenere i costi.
La situazione è particolarmente critica in Sardegna, dove Confartigianato denuncia aumenti record per le bollette di energia elettrica e gas, soprattutto in Gallura e nel Sassarese. Negli ultimi quattro anni, le tariffe sono cresciute del 70%, riportando imprese e famiglie a rivivere l’incubo del “caro bollette”, che già tre anni fa aveva messo in ginocchio l’economia locale. Sebbene i costi non abbiano ancora raggiunto i picchi del 2022, quando il prezzo del kilowattora superò lo 0,570 euro, le nuove quotazioni dell’energia e del gas stanno facendo lievitare le spese, mettendo a dura prova la sopravvivenza delle attività produttive isolane.
Anche a livello nazionale, la questione energetica continua a dividere il dibattito politico. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha recentemente accusato il Governo di limitarsi a promesse vaghe, affermando: «Abbiamo costretto il Governo a occuparsene, ma dicono solo che vedranno, come al solito». Conte ha sottolineato come l’emergenza energetica stia già avendo ripercussioni sulla produzione industriale, con alcuni osservatori che paragonano la situazione attuale a quella vissuta durante la pandemia. «Ci aspettiamo un intervento concreto, non solo annunci», ha aggiunto, evidenziando la necessità di misure immediate per evitare un ulteriore deterioramento dell’economia.
Intanto, Confartigianato propone di intervenire sugli oneri di sistema, considerati uno dei principali fattori che contribuiscono al rincaro delle bollette. L’associazione chiede una revisione delle voci che compongono il costo finale dell’energia, al fine di alleggerire il carico su imprese e famiglie. Tuttavia, senza una strategia chiara e di lungo periodo, il rischio è che il problema si ripresenti ciclicamente, aggravando una situazione già critica.




