Il Papa a Zelensky: "Prego perché in Ucraina tacciano le armi"
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Redazione Interno
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In un messaggio inviato al presidente Volodymyr Zelensky in occasione della festa nazionale ucraina del 24 agosto, papa Leone XIV ha assicurato la sua costante preghiera "per il popolo ucraino che soffre a causa della guerra". Il Pontefice, le cui parole sono state riprese da Vatican News, ha espresso una vicinanza che si fa particolarmente sentita "per tutti coloro che sono feriti nel corpo, per coloro che hanno subito la perdita di una persona cara e per coloro che sono stati privati delle loro case", auspicando con forza che "tacciano le armi e si apri finalmente la strada del dialogo".
La risposta di Kiev non si è fatta attendere, giungendo tramite un post sul social network X, dove Zelensky ha manifestato la sua gratitudine per "le sue parole profonde, la sua preghiera e la sua attenzione". Questo scambio diplomatico e umano avviene in un momento di grande complessità strategica, mentre le operazioni militari continuano a segnare, in maniera indelebile, il territorio e le vite di milioni di persone.
Sul fronte bellico, un drone ucraino abbattuto sopra la Russia ha provocato un incendio all’interno della centrale nucleare di Kursk; le fiamme, sebbene siano state domate senza causare vittime, hanno costretto a una riduzione della capacità produttiva dell’impianto, per quanto le autorità locali abbiano escluso qualsiasi pericolo di fughe radioattive. Parallelamente, come riportato dal Wall Street Journal, il Pentagono avrebbe imposto per mesi un veto all’utilizzo, da parte delle forze di Kiev, di missili a lungo raggio per colpire obiettivi in profondità nel territorio russo.




