L’Italia respinge gli emendamenti Oms sul regolamento sanitario, allineandosi alla scelta di Trump

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Con una lettera formale indirizzata al direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha comunicato il rifiuto dell’Italia agli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale approvati lo scorso giugno durante la 77esima Assemblea Mondiale della Sanità. Una mossa che, senza mezzi termini, ribadisce la volontà del governo Meloni di preservare la sovranità nazionale in materia di salute pubblica, seguendo la stessa linea adottata dagli Stati Uniti, dove il presidente Trump ha già fatto conoscere la propria opposizione alle modifiche proposte.

Gli emendamenti, che secondo l’Oms avrebbero rafforzato la cooperazione internazionale nella gestione delle pandemie, sono stati giudicati da Roma come un’ingerenza eccessiva nelle politiche sanitarie nazionali. Non si tratta di una semplice presa di distanza, ma di un netto rifiuto, espresso senza margine di trattativa. La lettera inviata da Schillaci, asciutta e perentoria, lascia poco spazio a interpretazioni: l’Italia non intende sottostare a norme che, nelle intenzioni del governo, potrebbero limitare l’autonomia decisionale in settori chiave come le restrizioni sanitarie o l’obbligo vaccinale.

La posizione italiana riflette una tendenza più ampia, che vede diversi Paesi – a cominciare dagli Stati Uniti – opporsi a quelle che vengono percepite come imposizioni dall’alto. Se da un lato l’Oms insiste sulla necessità di un coordinamento globale per evitare il ripetersi di crisi come quella del Covid-19, dall’altro governi come quello italiano temono che un eccessivo centralismo possa ledere la libertà di scelta dei cittadini e la capacità degli Stati di adottare misure su misura.

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