La procura di Milano allarga l’inchiesta sulle escort: i conti in Lituania e i calciatori nella bufera mediatica
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Redazione Sport
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L’indagine coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, che ha portato nei giorni scorsi all’esecuzione di quattro arresti domiciliari nell’ambito del presunto giro di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione legato all’agenzia Ma.De, entra ora in una fase cruciale per quanto riguarda la ricostruzione patrimoniale. Gli inquirenti, dopo aver quantificato in circa 1,2 milioni di euro i profitti illeciti da sottoporre a sequestro preventivo, stanno concentrando i loro sforzi sul tracciamento dei flussi di denaro che sarebbero stati dirottati all’estero, in particolare verso istituti di credito con sede in Lituania. Le verifiche della Guardia di Finanza, supportate da un ordine europeo di indagine, hanno già evidenziato come una parte cospicua delle somme versate dai clienti – tra cui spiccano, per consistenza numerica, i calciatori professionisti – sia stata spostata attraverso conti correnti digitali, con l’obiettivo di disperdere le tracce e rendere più difficile il recupero di quanto indebitamente incassato dalla coppia formata da Emanuele Buttini e Deborah Ronchi e dai loro collaboratori.
Il meccanismo delle serate e la gestione delle ragazze tra locali e alberghi
Secondo lo schema delineato nell’ordinanza della gip Chiara Valori, l’organizzazione utilizzava la società di eventi Ma.De come paravento per offrire pacchetti “all inclusive” a una clientela facoltosa, che comprendeva non solo atleti di fama internazionale ma anche imprenditori e, in un caso specifico, un pilota di Formula 1. Le serate si svolgevano in decine di locali del centro e della periferia milanese – elencati negli atti investigativi come luoghi abituali di ritrovo – dove le ragazze, reclutate come “hostess” o “ragazze immagine”, intrattenevano gli ospiti al tavolo. L’ordinanza descrive dettagliatamente la suddivisione dei compiti: mentre Buttini e Ronchi curavano la logistica e i rapporti con i locali, i loro sodali (tra cui figurano Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga) si occupavano di gestire i contatti diretti con i clienti, organizzando il “dopopartita” in hotel di lusso dove, a pagamento, avvenivano le prestazioni sessuali.
La reazione di Leao e degli altri sportivi alle indiscrezioniConti correnti e le intercettazioni sulla “caccia” ai clienti
La mole di denaro che transitava dalle tasche dei clienti a quelle dell’organizzazione è uno dei cardini dell’accusa di autoriciclaggio. Dalle intercettazioni ambientali e telefoniche, riportate nei documenti giudiziari, emerge che gli indagati discutevano apertamente delle commissioni da trattenere – in alcuni casi arrivando a tenere per sé più del 50% di quanto corrisposto dalle vittime – e della necessità di trovare ragazze “furbe” e “sveglie” per accalappiare i calciatori. Un passaggio drammatico dell’inchiesta riguarda il caso di una delle escort – al centro di un incidente probatorio per l’esame dei cellulari – che sarebbe rimasta incinta dopo un rapporto con un cliente, circostanza che ha spinto i magistrati a intensificare le verifiche sui diversi epistolari digitali. In attesa degli interrogatori di garanzia per i quattro indagati, fissati per il 27 aprile, le Fiamme Gialle continuano a vagliare i conti Revolut e le movimentazioni sui conti esteri per ricostruire l’intero perimetro finanziario del sodalizio.




