Colloqui di lavoro deserti, un’assunzione su tre salta per mancanza di candidati
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Redazione Economia
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I colloqui di lavoro deserti stanno diventando uno dei problemi più evidenti per le imprese italiane, soprattutto nelle piccole e medie aziende che non riescono più a trovare personale disponibile nemmeno per sostenere una selezione. Secondo l’ultimo report dell’Ufficio studi della Cgia, nel 2025 quasi un colloquio su tre è saltato perché nessun candidato si è presentato all’appuntamento fissato dall’azienda. Il dato riguarda oltre 1,75 milioni di assunzioni previste ma non effettuate, pari al 30,2% del totale, e fotografa un mercato del lavoro attraversato da contraddizioni profonde: mentre alcune grandi crisi industriali mettono a rischio migliaia di occupati, molte imprese non riescono a coprire posti già disponibili.
Lo studio della Cgia prende in esame le rilevazioni effettuate attraverso il Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere insieme al ministero del Lavoro, che periodicamente raccoglie le indicazioni degli imprenditori italiani sulle difficoltà di reperimento del personale. Dai dati emerge una situazione particolarmente critica nel Nordest, area che registra le maggiori difficoltà nel trovare lavoratori disponibili. Il fenomeno riguarda soprattutto le realtà produttive di dimensioni ridotte, che spesso non riescono a competere sul piano economico o dell’attrattività rispetto alle aziende più grandi e strutturate.
Nordest e Veneto tra le aree con più colloqui deserti
Tra i territori più colpiti compaiono diverse province del Veneto e del Nordest, indicate dalla Cgia come le zone dove la difficoltà di reperire personale ha raggiunto livelli particolarmente elevati. Trento, Udine, Bolzano, Belluno e Rovigo figurano infatti tra le province con le maggiori criticità, in un contesto in cui molte offerte di lavoro rimangono senza risposta. Nel mercato del lavoro veneto, secondo quanto riportato dall’associazione, “un candidato su tre” non si presenta al colloquio fissato dall’azienda, aggravando i problemi organizzativi e produttivi delle imprese che cercano nuove figure da inserire.
La situazione descritta dalla Cgia evidenzia un cambiamento rilevante rispetto agli anni in cui trovare lavoro rappresentava l’ostacolo principale. Oggi, in molti comparti, il posto disponibile esiste già, ma manca chi sia disposto a candidarsi o a partecipare al processo di selezione. Le aziende segnalano difficoltà crescenti soprattutto nei settori legati ai servizi, al turismo e alle attività tecniche, dove il reperimento di personale qualificato o disponibile è diventato sempre più complicato. Il fenomeno non riguarda soltanto i grandi centri urbani, ma coinvolge anche province e territori periferici.
Sondrio tra le province più in difficoltà nel reperire personale
Tra i casi evidenziati dal report compare anche la provincia di Sondrio, che si conferma uno dei territori italiani con le maggiori difficoltà nel reperire lavoratori. Nel 2025 il 33,8% delle assunzioni previste, pari a oltre 7mila posizioni, è rimasto senza candidati. Un dato che colloca il territorio lombardo tra quelli maggiormente esposti al problema dei colloqui di lavoro deserti e delle offerte senza risposta. A incidere, secondo quanto riportato nello studio, sono diversi fattori che si sovrappongono: il peso del turismo stagionale, la carenza di competenze specifiche, il calo demografico e la minore attrattività di alcune proposte occupazionali.
Il quadro delineato dalla Cgia mostra quindi un mercato del lavoro sempre più frammentato, nel quale convivono contemporaneamente crisi industriali, posti a rischio e aziende incapaci di trovare personale. Le difficoltà di reperimento non si limitano alle professionalità altamente specializzate, ma coinvolgono anche mansioni operative e settori tradizionalmente caratterizzati da una forte domanda di lavoratori. In molte province italiane, il problema non è più soltanto creare occupazione, ma riuscire a mettere in contatto le offerte disponibili con candidati disposti ad accettare e sostenere un colloquio di lavoro.




