Auto elettriche, mercato in crescita ma l’Italia frena senza incentivi. E il divario con l’Europa si allarga

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato delle auto elettriche in Italia continua a crescere, seppure a ritmi più contenuti, complice l’esaurimento degli incentivi statali che aveva trainato le immatricolazioni nella seconda parte del 2025. A luglio sono state immatricolate oltre 7.300 vetture a zero emissioni, con un aumento di quasi il 25% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, ma il dato più significativo riguarda la quota di mercato, scesa al di sotto del 6% dopo aver sfiorato il 10% a giugno. Nei primi sette mesi del 2026 le immatricolazioni hanno raggiunto quota 87.000 unità, facendo segnare una crescita del 71% e una quota di mercato complessiva dell'8%, in netto miglioramento rispetto al 2025, ma il dato di luglio suggerisce che la spinta propulsiva dei bonus si sta esaurendo.

L’effetto degli incentivi e il confronto con l’Europa

Il rallentamento di luglio, con la quota di elettrico scesa al 5,9% contro il 10,1% di giugno, è un campanello d’allarme per un mercato che, nonostante i progressi, resta il fanalino di coda tra i grandi Paesi europei. Il programma MASE PNRR, che aveva messo a disposizione fondi per l'acquisto di veicoli elettrici puri, ha esaurito il proprio plafond nell'ottobre del 2025, e le associazioni di settore Motus-E e Unrae chiedono ora misure strutturali, a partire da una riforma della fiscalità delle auto aziendali, per garantire stabilità e ridurre il divario con Francia e Germania.

In Francia, a giugno, le auto elettriche hanno raggiunto una quota del 29,6%, mentre in Germania si sono attestate al 28,4%, con oltre 84.000 immatricolazioni nello stesso mese.

L’Europa motore della crescita globale nonostante lo stop degli USA

Guardando al quadro internazionale, il Vecchio Continente si conferma il motore della crescita globale delle vendite di auto elettrificate, superando per la prima volta sia la Cina che il Nord America in termini di slancio. A trainare l'intero settore sono stati i dati di luglio, che hanno registrato un +33% in Europa, in netto contrasto con il -27% del mercato nordamericano, penalizzato dalla fine dei crediti d'imposta federali voluta dall'amministrazione Trump.

I dati diffusi da Benchmark Mineral Intelligence parlano di 1,85 milioni di veicoli elettrici e plug-in venduti a livello globale a luglio, con un accumulo annuo che ha superato gli 11,5 milioni di unità. L'Europa ha venduto 450.000 unità, mentre la Cina si è fermata a 980.000, segnando un calo del 5% trainato dalla flessione delle ibride plug-in, a fronte di una crescita delle pure elettriche.

Modelli globali: Tesla e Cina dominano, l’Europa resta fuori dalla top 20

Il dominio europeo nelle vendite non si riflette però nella classifica dei modelli più richiesti. Il primo semestre del 2026 ha confermato una tendenza ormai consolidata: il mercato mondiale è nelle mani di Tesla e dei costruttori cinesi. Nel ranking globale, che include sia le auto elettriche pure che le ibride plug-in, nessun modello europeo riesce a entrare nelle prime venti posizioni. I dati di CleanTechnica, ripresi da diverse testate, mostrano la Tesla Model Y saldamente in testa con oltre 400.000 unità vendute nei primi cinque mesi dell'anno, seguita a distanza dalla cinese Geely Xingyuan e dalla Tesla Model 3. La classifica per marche è leggermente più clemente con i costruttori occidentali, con Volkswagen e BMW rispettivamente al quinto e sesto posto, ma il dato complessivo disegna uno scenario competitivo in cui l'industria europea, pur trainando le vendite locali, non riesce a imporre i suoi prodotti a livello globale, lasciando campo libero alla concorrenza americana e cinese.

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