Ucciso a Gaza capo cellula di Hamas che si spacciava per giornalista: le prove di Israele
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Redazione Esteri
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Le Forze di Difesa israeliane hanno confermato l’eliminazione di Anas Jamal Mahmoud Al-Sharif, descritto come il responsabile di una cellula di Hamas attiva negli attacchi missilistici contro Israele. L’operazione, condotta domenica a Gaza City, ha preso di mira un rifugio di tende vicino all’ospedale al-Shifa, dove sono morte sette persone, tra cui Al-Sharif e altri collaboratori di Al Jazeera, tra cui Mohamed Qureiqa e tre cameraman.
Secondo l’esercito israeliano, Al-Sharif – presentato pubblicamente come giornalista – era in realtà un militante di Hamas, incaricato di coordinare lanci di razzi contro obiettivi civili e militari. Già in passato l’Idf aveva reso noti documenti recuperati a Gaza che lo collegavano ad attività terroristiche, sostenendo che il suo ruolo all’interno del gruppo fosse esclusivamente operativo.
La notizia ha scatenato polemiche, con alcune testate italiane che lo hanno definito "giornalista-terrorista", suscitando accuse di parzialità. Al Jazeera, che lo impiegava come reporter, ne ha rivendicato la professionalità, mentre sui social è circolato un suo presunto messaggio postumo in cui dichiarava: "Se leggete queste parole, Israele è riuscito a uccidermi", presentandosi come vittima di una repressione mediatica.




