Bologna, la nipote di Fakir al presidio in lacrime: "Continueremo a chiedere giustizia"
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Redazione Interno
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Le lacrime di Yossra Fakir hanno segnato il momento più alto della manifestazione tenutasi in piazza del Nettuno a Bologna, dove una folla numerosa si è riunita per chiedere verità e giustizia in merito alla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne che ha perso la vita domenica 19 luglio nel corso di un intervento di polizia nel quartiere Pilastro.
La nipote della vittima, visibilmente provata dall'emozione e dal dolore, ha preso la parola per ringraziare tutti i presenti, sottolineando come la loro partecipazione abbia trasformato il nome del congiunto in qualcosa di più di un semplice titolo di cronaca, dimostrando che la sua esistenza e la sua storia sono state realmente ascoltate dalla collettività.
Il discorso della famiglia e il malore della sorella
L'intervento di Yossra Fakir è stato accolto da un fragoroso applauso e interrotto più volte dai cori della folla che scandivano "Giustizia, giustizia" e "Via lo scudo penale", a testimonianza di un clima di forte partecipazione emotiva. "Non siamo qui per chiedere odio, non siamo qui per chiedere vendetta. Siamo qui per chiedere verità, giustizia, rispetto e umanità", ha dichiarato la giovane donna, la quale ha voluto precisare che la famiglia non cerca uno scontro ma soltanto che venga fatta luce su quanto accaduto.
Poco prima del suo intervento, la piazza aveva vissuto un momento di apprensione a causa di un malore che ha colpito la sorella della vittima, prontamente soccorsa da un'ambulanza giunta sul posto; un episodio che ha ulteriormente teso gli animi dei presenti, già provati dalla vicenda.
La dinamica degli scontri e il corteo antagonista
L'evento, promosso dal sindaco Matteo Lepore, si è svolto inizialmente in un clima di raccoglimento, ma nel corso del pomeriggio la situazione è degenerata quando un corteo antagonista, partito dalla piazza, ha deciso di dirigersi verso la Questura, situata in via Irnerio. È proprio in quella zona che si sono verificati i momenti di maggiore tensione, con un gruppo di manifestanti che ha cercato di forzare i blocchi delle forze dell'ordine, dando vita a veri e propri scontri.
I reporter presenti hanno documentato l'utilizzo di bombe carta e il lancio di oggetti contro il cordone di polizia, il quale ha risposto facendo ricorso a manganellate, idranti e lacrimogeni per disperdere il nucleo più violento del corteo, cercando di circoscrivere la protesta e impedire che si estendesse ad altre zone del centro storico.
La ricostruzione dei fatti e le indagini in corso
Secondo le prime ricostruzioni ufficiali, Abderrahim Fakir è deceduto a seguito di un malore improvviso che lo ha colto durante le fasi di un intervento della polizia, avvenuto all'interno della sua abitazione o nelle immediate vicinanze. Tuttavia, la dinamica precisa appare ancora avvolta in un alone di mistero, e le parole della nipote, che hanno fatto esplicito riferimento a "chi ieri ha deciso di portarmelo via", sembrano suggerire un profondo scetticismo della famiglia riguardo alla versione fornita inizialmente dalle autorità.
Le indagini sono attualmente in corso per accertare le esatte circostanze del decesso e per stabilire se vi siano state responsabilità, anche solo per negligenza, da parte degli agenti coinvolti nell'operazione; un'indagine che dovrà chiarire i minuti precedenti la morte dell'uomo e il trattamento riservatogli durante il fermo.
La procura della Repubblica di Bologna ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulla vicenda, disponendo il sequestro della salma e l'esecuzione dell'autopsia, un atto che potrebbe rivelarsi determinante per comprendere se il decesso sia stato causato da patologie pregresse, da un malore improvviso o, al contrario, da una concatenazione di eventi riconducibili all'azione degli agenti.
La famiglia, assistita da legali, ha già annunciato che si costituirà parte civile nel processo che seguirà, qualora gli accertamenti medico-legali dovessero confermare l'ipotesi di un nesso causale tra l'intervento di polizia e la morte del 42enne, e la città di Bologna si prepara a vivere giorni di tensione in attesa dei risultati ufficiali.




