Trump difende la politica dei dazi mentre crescono le accuse di insider trading
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Redazione Esteri
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Donald Trump ha ribadito con toni entusiastici la bontà della sua strategia commerciale, affermando che la politica dei dazi sta portando benefici «all’America e al mondo». Le sue dichiarazioni arrivano in un momento di turbolenza sui mercati, i più volatili dai tempi della pandemia, e dopo un improvviso dietrofront sulle misure protezionistiche che ha scatenato reazioni contrastanti. Se da un lato Wall Street ha registrato un rimbalzo record, dall’altro sono emersi sospetti di insider trading, con i democratici che hanno chiesto indagini approfondite.
La polemica si è intensificata dopo la diffusione di un video in cui Trump, durante un incontro con i campioni della Nascar, cita i guadagni miliardari di alcuni imprenditori legati alla sua cerchia. «Charles Schwab ha incassato 2,5 miliardi», ha detto il presidente, mentre rivolgendosi a Roger Penske, patron di un team automobilistico, ha aggiunto: «Lui ha guadagnato 900 milioni». Le immagini, riprese e condivise su X, hanno alimentato dubbi su possibili favoritismi.
Ma è un post sul suo profilo Truth Social a finire sotto la lente d’ingrandimento. In quel messaggio, scritto in maiuscolo, Trump esortava i follower ad «acquistare azioni», accompagnando l’invito con la sigla DJT, il ticker della sua società, la Trump Media & Technology Group Corp. L’intervento, avvenuto poco prima dell’annuncio della sospensione dei dazi (eccetto quelli verso la Cina), ha sollevato interrogativi sulla liceità delle sue affermazioni, spingendo gli esperti a interrogarsi su possibili violazioni delle norme contro l’abuso di informazioni privilegiate.




