Il Marocco domina il Camerun e vola in semifinale, ora aspetta Nigeria o Algeria
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Redazione Sport
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Rabat esplode in un coro unico, mentre il fischio finale conferma ciò che per lunghi tratti del match è apparso evidente: il Marocco, guidato da Walid Regragui, ha compiuto un passo decisivo verso il sogno di vincere la Coppa d'Africa in casa, superando con un netto 2-0 un Camerun che non è mai riuscito a diventare realmente pericoloso. Una vittoria, quella delle Lions de l'Atlas, che non si limita al punteggio ma riflette una superiorità tattica e di temperamento, confermando il ruolo da grande favorita che accompagna la squadra dall'inizio del torneo. Il percorso, del resto, parla chiaro: la squadra ha mostrato solidità e qualità, crescendo man mano che la posta in gioco si alzava, in un crescendo che i tifosi locali sperano non si arresti prima della finale.
Diaz e Saibari, la coppia decisiva per il successo
Sul piano tecnico, la partita è stata decisa da due lampi, uno per tempo, che hanno spezzato le residue resistenze avversarie. Al ventiseiesimo minuto del primo tempo, è stato Brahim Diaz, già autore di una prestazione di altissimo livello in questo torneo, a trovare il varco: il suo gol, il quinto personale che lo consolida in vetta alla classifica marcatori, è arrivato al termine di un'azione collettiva nitida, sfruttando uno spaziol che la difesa camerunese aveva concesso con troppa nonchalance. Il raddoppio, poi, è maturato a pochi minuti dalla fine, quando Ismaël Saibari ha chiuso qualsiasi discorso, sigillando il passaggio del turno e permettendo alla squadra di gestire gli ultimi scampoli di gioco con una serenità totale. Da sottolineare, al di là dei marcatori, l'ottima prova dell'intero reparto, che ha saputo controllare gli spazi e soffocare i tentativi di reazione degli avversari.
Il Camerun uscito a testa alta ma senza veri rimpianti
Dal canto suo, il Camerun lascia la competizione senza troppe storie, perché il verdetto del campo è stato inappellabile. La squadra, che pure aveva mostrato carattere nei turni precedenti, non ha mai trovato la chiave per impensierire davvero la difesa marocchina, apparendo spesso prevedibile e poco incisiva nella fase offensiva. Qualcuno, tra i suoi sostenitori, avrà rimpianto qualche occasione non sfruttata nella prima frazione di gioco, ma la sensazione generale è che il Marocco sia stato semplicemente una squadra migliore, più organizzata e con più idee. Una sconfitta netta, quindi, che non ammette alibi e che costringe i leoni indomiti a guardare già al futuro, mentre i padroni di casa continuano il loro cammino.
L'attesa per il prossimo avversario e il sogno finale
Ora, per Regragui e i suoi uomini, inizia una fase di attesa, con lo sguardo rivolto all'altro quarto di finale che vedrà contrapposti Algeria e Nigeria. Sarà da quella sfida, infatti, che uscirà l'avversario di mercoledì prossimo, in una semifinale che promette fuochi d'artificio considerando il valore e la storia delle possibili contendenti. Il Marocco, comunque, ha già dimostrato di possedere l'armatura per affrontare chiunque: una difenza solida, un centrocampo in grado di amministrare i ritmi e, in attacco, uomini come Diaz che in un attimo possono cambiare le partite. L'obiettivo, chiaramente, è solo uno: approdare all'ultimo atto e regalare al proprio popolo una gioia storica, in un torneo che si sta rivelando un'occasione irripetibile.




