Il secondo weekend delle Olimpiadi, il peso degli ori e la giornata di gare tra Cortina e Anterselva
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Redazione Sport
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Il calendario dei Giochi di Milano Cortina scorre veloce e, archiviata la prima settimana – quella che ha regalato all’Italia un’abbuffata di podi storica, con diciassette medaglie complessive e una domenica da sei allori in poche ore – l’attenzione si sposta inevitabilmente sulla gerarchia del medagliere. La domanda, puntuale come ogni edizione a Cinque Cerchi, si ripresenta piuttosto insistente: come è possibile che la squadra azzurra, forte del maggior numero totale di metalli conquistati, occupi ufficialmente soltanto la seconda posizione nella classifica generale? La risposta, per quanto lapalissiana, è anzitutto una questione di regolamento e di gerarchia dei valori. Il criterio universale adottato dal Comitato Olimpico Internazionale, infatti, ordina le nazioni non già per quantità complessiva di podi, bensì per qualità del metallo; e sono le medaglie d’oro, nella loro rigidità statistica, a determinare il vertice. Ne consegue che, sebbene l’Italia abbia visto sventolare il tricolore più di chiunque altro, è il numero degli ori – e la Norvegia in questo momento ne vanta uno in più – a stabilire chi siede in vetta. Una sottigliezza aritmetica, certo, che però spiega l’apparente paradosso per cui la Nazione organizzatrice, pur dominando per frequenza di piazzamenti, risulti formalmente rincalzo.
Il programma della seconda domenica, dal curling allo snowboard cross
È però il campo, non la statistica, a dettare il ritmo delle Olimpiadi. La domenica del secondo weekend si apre, come ormai consuetudine, sul ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, dove il curling maschile chiama all’appello il pubblico delle nove. La sfida tra Canada e Stati Uniti apre le danze, seguita a ruota dall’incontro che maggiormente interessa i colori azzurri, quello tra la formazione italiana – reduce da un percorso a tratti altalenante – e la quotata Gran Bretagna; a completare il quadro mattutino, il confronto tra Cina e Norvegia e quello tra Svizzera e Repubblica Ceca -1. Si tratta, lo si evince dalla struttura del torneo, di una fase a girone unico che non ammette soste e dove ogni end può rivelarsi decisivo per l’accesso alle eliminatorie. Il pomeriggio, invece, si accende sulla neve e sul ghiaccio di più impianti. L’attenzione degli appassionati di snowboard si concentra sullo snowboard cross femminile: Michela Moioli, Lisa Francesia Boirai e Sofia Groblechner si giocano le seeding run mattutine per poi affrontare, dalle 13:30, gli ottavi di finale e il subsequenti turni a eliminazione diretta, fino alla finale delle 14:46. Una disciplina, questa, che ha regalato all’Italia gioie immense nel recente passato e che si ripropone ora davanti al pubblico amico.
Il biathlon maschile e lo sci di fondo sugli sci stretti
Contestualmente, ad Anterselva va in scena una delle prove più attese della giornata: la finale sprint 10 km maschile di biathlon. Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Nicola Romanin ed Elia Zeni si allineano al cancelletto delle 14:00 con l’obiettivo di riscattare qualche imprecisione al poligono che, nelle gare individuali precedenti, era costata cara in termini di classifica. Il tracciato altoatesino, notoriamente esigente, impone un equilibrio quasi perfetto tra frequenza cardiaca e precisione balistica; e la squadra azzurra, pur avendo già collezionato medaglie nelle staffette miste, cerca ora un sigillo individuale che consolidi ulteriormente il primato nel medagliere per totale podi. Si gareggia, peraltro, anche sugli sci stretti: a Tesero, nella suggestiva cornice del Centro del Fondo di Lago di Tesero, sono in programma i 10 km in tecnica libera maschile. Martino Carollo, Simone Daprà, Davide Graz e Simone Mocellini si misurano su una distanza breve ma rabbiosa, dove lo scatto iniziale e la tenuta nervosa fanno la differenza tanto quanto la preparazione atletica.
Pattinaggio di velocità e hockey, l’agenda del tardo pomeriggio
Scendendo lungo il pomeriggio, l’asse si sposta verso l’Arena del Ghiaccio di Baselga di Piné, dove il pattinaggio di velocità propone la massacrante finale dei 10.000 metri maschili. Una prova di resistenza quasi monacale, che porta gli atleti a lambire il muro dei trenta giri di pista e che mette a nudo qualsiasi cedimento atletico. Sul ghiaccio di Milano, invece, è la pista di hockey ad accendere i riflettori: l’Italia affronta la Slovacchia nella fase a gironi. Un test probante per la selezione azzurra, chiamata a confrontarsi con una delle scuole europee più strutturate tecnicamente. Chiude il quadro il curling femminile, con il turno delle 14:05 che propone incroci di alta classifica tra Danimarca e Svezia, Cina e Svizzera, e il classico derby nordamericano tra Stati Uniti e Canada. La routine olimpica procede dunque serrata, tra seeding run e finali, in una domenica che, pur priva forse dell’abbondanza di medaglie della vigilia, contribuisce a definire le reali gerarchie di questi Giochi casalinghi. E se il criterio degli ori continua a favorire la Norvegia in vetta, l’impressione – ancorché non supportata da alchimie statistiche – è che la profondità del movimento azzurro, capace di piazzare atleti in un numero impressionante di specialità, rappresenti di per sé un lascito tangibile per il movimento sportivo italiano.




