Stellantis, prosegue il piano di uscite incentivate: altri 427 lavoratori lasciano Atessa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre l’industria automobilistica affronta una fase di riorganizzazione, Stellantis continua a ridurre il personale negli stabilimenti italiani attraverso accordi sindacali che promuovono uscite volontarie. Martedì 10 giugno, tutte le sigle sindacali tranne la Fiom Cgil hanno firmato la cosiddetta “separation” per 427 lavoratori dello stabilimento di Atessa, in provincia di Chieti, noto per la produzione di veicoli commerciali. A questi si aggiungono 25 esuberi in Stellantis Plastics e due negli enti centrali, confermando una tendenza che non accenna a fermarsi.

La situazione a Melfi, in Basilicata, non è diversa. Qui, gli operai che accettano gli incentivi per lasciare l’azienda nel 2025 hanno un obiettivo preciso: raggiungere l’ufficio del responsabile del personale, dove viene formalizzato l’addio con un indennizzo e la garanzia della Naspi per due anni. I numeri, inizialmente previsti in 500 unità, sembrano già aumentati, segnando un ulteriore passo nella riduzione del personale.

Ad Atessa, intanto, la crisi si acuisce. L’accordo siglato con i sindacati permette a operai, impiegati e quadri prossimi alla pensione – con meno di 48 mesi di contributi mancanti – di aderire al piano entro il 31 ottobre 2025. Una misura che, se da un lato offre una via d’uscita agevolata, dall’altro solleva interrogativi sulla stabilità produttiva del sito abruzzese.

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