Ucraina, Londra: oltre 30 Paesi nella "coalizione dei volenterosi"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un "numero significativo" di Paesi si è dichiarato pronto a fornire truppe di peacekeeping in Ucraina nel caso in cui venga raggiunto un accordo di pace con la Russia. Secondo quanto dichiarato da un portavoce del premier britannico Keir Starmer, più di 30 nazioni potrebbero aderire alla cosiddetta "coalizione dei volenterosi", un’iniziativa che rappresenta un incremento rispetto ai 27 leader che hanno partecipato al recente vertice in videoconferenza guidato da Starmer e dal presidente francese Emmanuel Macron.

La proposta, tuttavia, non ha trovato il favore del Cremlino. Vladimir Putin ha già respinto l’idea di schierare truppe europee ai confini russi, evidenziando come un’operazione di peacekeeping rischierebbe di essere inefficace senza il supporto logistico e di intelligence degli Stati Uniti. Nonostante le obiezioni russe e le complessità organizzative, il progetto prosegue, con Gran Bretagna e Francia in prima linea. Le due potenze nucleari europee si sono infatti assunte il ruolo di principali difensori dell’Ucraina, spingendo per un coinvolgimento internazionale che garantisca stabilità nella regione.

In attesa del previsto colloquio telefonico tra i presidenti russo e americano, previsto per domani, le diplomazie occidentali continuano a moltiplicare le dichiarazioni a sostegno di Kiev. Starmer ha ribadito che, in caso di tregua, la coalizione sarebbe pronta a monitorare attivamente il cessate il fuoco, coinvolgendo un ampio schieramento di Paesi.

L’Italia, da parte sua, ha mantenuto una posizione più cauta. Giorgia Meloni, dopo aver inviato un osservatore a Parigi e partecipato alla videoconferenza con Starmer, ha chiarito che Roma non invierà truppe in Ucraina e che qualsiasi operazione di peacekeeping dovrà essere autorizzata da una risoluzione delle Nazioni Unite, condizione che implica il consenso sia degli Stati Uniti che della Russia. Una presa di posizione che contrasta con l’approccio più assertivo di Macron e Starmer, quest’ultimo deciso a sostenere la "coalizione dei volenterosi" nonostante le critiche e le resistenze.

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