Esplosione a Calenzano, due morti e tre dispersi
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Redazione Interno
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Lunedì 9 dicembre, alle 10:20 del mattino, una violenta esplosione ha scosso un deposito di carburante Eni a Calenzano, vicino Firenze. L'incidente ha provocato la morte di due persone, mentre altre tre risultano disperse e almeno venti sono rimaste ferite. Le indagini sulle cause e sulla dinamica esatta dell'incidente sono in corso, con particolare attenzione alla possibile presenza di sostanze inquinanti come furani e diossine, che potrebbero avere conseguenze a lungo termine sull'ambiente e sulla salute pubblica.
Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale, ha sottolineato l'importanza di monitorare la ricaduta dei fumi a terra, raccomandando di lavare i balconi e prestare attenzione alla frutta e alla verdura coltivate nella zona. L'esplosione ha riportato alla memoria la situazione della Terra dei Fuochi, dove le diossine sono ancora presenti nel latte materno a distanza di decenni.
Tra le vittime dell'esplosione, Vincenzo Martinelli, registrato come "visitatore" alle 10:15, solo cinque minuti prima dell'incidente, è stato identificato come il primo morto. La seconda vittima non è ancora stata identificata tra i quattro autisti presenti al momento dell'esplosione. I morti e i dispersi sono stati ufficialmente identificati come "visitatori" dai dipendenti Eni, che hanno poi trasmesso la lista ai carabinieri coordinati dal procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli.
L'incidente ha suscitato una forte reazione da parte dei sindacati, che hanno indetto uno sciopero generale provinciale di quattro ore per mercoledì 11 dicembre, con una manifestazione prevista a Calenzano dalle 14:30 alle 16:30. Numerosi messaggi di cordoglio sono arrivati dalle istituzioni, tra cui la premier Giorgia Meloni e il presidente della Camera Lorenzo Fontana.




