Alberto Stasi ottiene la semilibertà: il tribunale valuta il rispetto delle regole in carcere
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Redazione Interno
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Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso la semilibertà ad Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, la fidanzata uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. La decisione, emessa l’11 aprile, si basa su un percorso carcerario caratterizzato da un "rigoroso e costante rispetto delle regole", come sottolineato nelle motivazioni del Collegio giudicante. Stasi, che ha sempre negato ogni responsabilità nella morte della giovane, ha tuttavia dimostrato – secondo i giudici – "empatia e sofferenza" verso la vittima, mantenendo un comportamento conforme all’accettazione della condanna.
Da oltre un decennio detenuto nel carcere di Bollate, l’uomo, oggi 41enne, aveva già beneficiato di misure alternative che gli avevano garantito "considerevoli spazi di libertà". La semilibertà gli permetterà di trascorrere gran parte della giornata all’esterno, sia per lavoro sia per attività finalizzate al reinserimento sociale, con l’obbligo di rientrare in carcere durante le ore serali. Gli restano poco più di quattro anni da scontare prima della fine della pena.
La valutazione del tribunale ha tenuto conto anche del tenore pacato di un’intervista rilasciata da Stasi, ritenuta non idonea a compromettere gli esiti del percorso osservato. Un elemento che, unito alla mancanza di precedenti disciplinari, ha contribuito a delineare un profilo favorevole alla concessione del beneficio.




