Nuova escalation Iran-Usa a Hormuz: petrolio e voli nel caos, Trump minaccia Teheran
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Redazione Esteri
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La tregua nello Stretto di Hormuz, faticosamente raggiunta lo scorso aprile dopo mesi di tensioni, è ormai un ricordo sbiadito. La decima notte consecutiva di raid statunitensi contro obiettivi militari in Iran ha definitivamente infranto quel fragile equilibrio, gettando nuovamente nel caos una delle rotte marittime più cruciali per l'economia mondiale, con il prezzo del petrolio che ha immediatamente risentito della nuova ondata di violenza.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere, con missili e droni che hanno preso di mira basi statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait, allargando il teatro del conflitto e facendo salire vertiginosamente la tensione in tutto il Medio Oriente.
Il crollo della tregua e l'offensiva americana
Secondo quanto riferito, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe dichiarato la tregua "finita" durante un vertice della NATO in Turchia, definendo i negoziati in corso una "perdita di tempo" dopo che l'amministrazione americana ha accusato l'Iran di aver ripreso gli attacchi contro il naviglio commerciale.
Immediata la reazione sul terreno: i raid statunitensi, concentrati su centri di comando, difese aeree e siti di lancio di missili e droni, mirano a "imporre costi elevati" a Teheran per gli attacchi alle navi civili nello Stretto, con l'obiettivo dichiarato di indebolire la capacità iraniana di colpire le navi in transito.
Le esplosioni hanno scosso diverse province iraniane, tra cui Fars, Hormozgan e Kerman, e sono state segnalate anche sull'isola di Qeshm, mentre il ministero dell'Interno del Qatar ha confermato tre feriti, tra cui un bambino, a causa della caduta di schegge durante le operazioni di intercettazione.
Lo Stretto di Hormuz paralizzato e l'impatto sul petrolio
L'escalation ha avuto un effetto immediato e devastante sul traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, un vero e proprio collo di bottiglia per il trasporto di circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto del pianeta.
I dati di Lloyd's List Intelligence mostrano un crollo verticale dei transiti, con appena tre navi registrate in un solo giorno, un'impennata dei costi di assicurazione e il moltiplicarsi degli attacchi, come quello a una petroliera battente bandiera saudita e a una nave qatariota carica di GNL, che hanno costretto gli equipaggi ad abbandonare le navi.
Il rincaro del greggio è stato immediato: il Brent ha superato la soglia degli 88 dollari al barile, mentre il petrolio statunitense WTI ha viaggiato intorno agli 82 dollari, con un aumento di oltre il 10% in una settimana, alimentando i timori per un'impennata dell'inflazione a livello globale.
Le vittime e le rappresaglie iraniane
Il bilancio delle vittime, sebbene frammentario, inizia a farsi pesante. Le autorità iraniane hanno riferito di almeno 50 morti e centinaia di feriti negli ultimi raid, mentre il Pentagono ha confermato che quasi 100 militari statunitensi sono rimasti feriti, per la maggior parte lievemente, e che almeno due soldati sono stati uccisi in attacchi in Giordania, oltre a un altro decesso in Iraq.
La risposta di Trump è stata durissima, con un messaggio social che promette che l'Iran "pagherà molte volte per ogni soldato ucciso", mentre le forze iraniane hanno rivendicato gli attacchi alle basi alleate e minacciato di colpire gli impianti di desalinizzazione nei paesi del Golfo, infrastrutture critiche per l'approvvigionamento idrico della regione.
I nuovi equilibri politici: al-Hayya alla guida di Hamas
In questo quadro di crescente instabilità regionale, si inserisce il cambio al vertice dell'ufficio politico di Hamas, che ha visto la nomina di Khalil al-Hayya come successore di Yahya Sinwar. Al-Hayya, figura storica del movimento islamista palestinese, è noto per i suoi legami con l'Iran e per il suo ruolo di primo piano nei negoziati per le tregue con Israele, una nomina che potrebbe influenzare gli equilibri di un conflitto che si estende ben oltre i confini della Striscia di Gaza.
Nel frattempo, il presidente libanese Joseph Aoun ha incontrato Trump a Washington, nel tentativo di portare una calma duratura in un Libano ancora segnato dai recenti scontri con Hezbollah, mentre la crisi umanitaria a Gaza si aggrava con l'ennesimo raid israeliano che ha causato la morte di cinque persone, tra cui tre bambini.




